20 Aprile 2026 - 11:56:47

di Vanni Biordi

Un’operazione congiunta ha squarciato il velo su una gestione irregolare nel settore dei prodotti energetici.

In attuazione del Protocollo d’Intesa Nazionale 2023, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) dell’Aquila, insieme ai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, hanno proceduto alla chiusura di un impianto di distribuzione stradale a Navelli (AQ).

Non si è trattato di un semplice controllo di routine, bensì dell’esecuzione di un provvedimento drastico: la revoca delle licenze di esercizio. L’input è giunto direttamente dalla Prefettura di Caserta, che ha decretato un’informazione interdittiva antimafia ai sensi del D.Lgs. 159/11. È il segnale di una vigilanza che non conosce confini provinciali quando si tratta di preservare l’integrità del tessuto economico. Quando lo Stato interviene con tale fermezza, non sta solo chiudendo un esercizio; sta bonificando un territorio.

Oltre all’aspetto amministrativo, i controlli hanno toccato la sostanza stessa del prodotto venduto. I tecnici hanno effettuato campionamenti di gasolio per verificarne la conformità tecnica. «A tutela di coloro che operano correttamente nel settore, e dei consumatori», recita la nota ufficiale. Le verifiche hanno portato alla luce violazioni inerenti la normativa sulle accise e la movimentazione dei prodotti energetici.

Questa sinergia tra ADM e Fiamme Gialle non è solo una procedura burocratica, ma un presidio di sicurezza. In un mercato globale dove il costo dell’energia oscilla pericolosamente, l’illegalità nella distribuzione non danneggia solo l’erario, ma rappresenta un’insidia meccanica per le auto dei cittadini e una concorrenza sleale che strangola gli imprenditori onesti. La legalità, in questo caso, ha l’odore di benzina pulita.