20 Aprile 2026 - 11:01:21

di Martina Colabianchi

Criminosa Pigmenta – Il disegnatore forense sulla scena del crimine“, questo il titolo della due giorni di eventi dedicata all’incontro tra arte, investigazione e scienze forensi ospitata dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

L’iniziativa dedicata al disegno forense è promossa dal Sindacato Autonomo di Polizia e nasce da un progetto del Sindacato Autonomo di Polizia – Segreteria Provinciale dell’Aquila, guidata da Claudia Pace, accolto e sviluppato in stretta collaborazione con l’Accademia aquilana.

Protagonista dei due appuntamenti è il Maestro d’Arte Elena Pagani, dirigente del SAP, in servizio presso il Gabinetto provinciale di Polizia Scientifica della Polizia di Stato di Mantova, relatrice il primo giorno di una lectio magistralis mentre il giorno successivo, 21 aprile, guiderà il laboratorio artistico di criminalistica applicata.

Al centro dell’incontro una figura professionale poco conosciuta ma fondamentale: il disegnatore forense che contribuisce allo sviluppo delle indagini avvalorando le dichiarazioni delle vittime e dei testimoni di reati rendendole graficamente visibili. Attraverso tecniche di disegno e analisi approfondite questa professionalità consente di rendere identificabili volti, scene e dinamiche che diventano elementi preziosi per l’attività delle forze dell’ordine e della magistratura.

«Questa branca è appena nata, ma avrà sicuramente un ottimo sviluppo – spiega la dottoressa Pagani -. Si tratta di un’analisi di ricerca che affonda le sue radici nella scienza e che utilizza la formazione artistica accademica per fondere due mondi apparentemente distanti. Oggi daremo dimostrazione pratica attraverso il disvelo di due indagini di polizia scientifica, in due casi di cronaca nera, che mostreranno come in realtà questi siano due mondi che si profondono a vicenda».

Il progetto ha trovato il pieno sostegno del Consiglio accademico, del Direttore dell’Accademia Marco Brandizzi e del corpo docente, che ne hanno riconosciuto il valore formativo e di orientamento. Alla definizione del percorso didattico hanno contribuito i professori Carlo Nannicola, Laura Farina e Sebastiano Dammone Sessa, nell’ambito di un’iniziativa che unisce il sapere artistico con le esigenze della ricerca investigativa.

«L’arte e la scienza in questo caso sono assolutamente compatibili – ha detto il direttore Brandizzi -. Oggi incontriamo la Polizia di Stato che effettivamente fa un lavoro meritorio, attento alla precisione di un ritratto. Anche per i ragazzi conoscere questi aspetti è molto importante».

Il 21 aprile (ore 9.00–15.00) la due giorni continuerà con un laboratorio artistico di criminalistica applicata. Riservato agli studenti dell’Accademia, il laboratorio prevede una simulazione investigativa durante la quale i partecipanti utilizzeranno tecniche di rilevazione di dati investigativi e anatomici finalizzate alla ricostruzione grafica, realizzata esclusivamente a mano libera, del volto della persona oggetto d’indagine.