20 Aprile 2026 - 12:12:42
di Marianna Galeota
Nella regione Abruzzo il tumore della mammella è la neoplasia più frequente, con un’incidenza di oltre 1.000-1.200 nuovi casi all’anno.
I dati segnalati dall’Agenzia Sanitaria Regionale (ASR)1 indicano circa 170 nuovi casi ogni 100.000 persone, in linea con la media nazionale, con una crescita della patologia e la necessità di un costante monitoraggio e potenziamento dei percorsi di screening e delle Breast Unit Hub regionali.
Sul tema, L’Aquila ha ospitato nella sede della Giunta Regionale l’evento aperto al pubblico “Tumore al seno: perché parlarne può salvare la vita?” promosso da Salute Donna e Salute Uomo con il contributo non condizionato di Novartis e il patrocinio del Senato della Repubblica e della ASL Abruzzo – direzione strategica Asl 1 Abruzzo, occasione di incontro tra clinici e associazioni dei pazienti con l’intervento dei rappresentanti delle Istituzioni nazionali, regionali e locali, che si sono confrontati su questa neoplasia considerata priorità di salute pubblica, che necessita di risposte coordinate sul territorio.
«La lotta contro il tumore al seno è una priorità per la nostra Regione e richiede un impegno collettivo, per tale motivo è fondamentale promuovere la prevenzione e garantire l’accesso a terapie innovative capaci di migliorare la vita delle donne colpite da questa patologia oncologica – afferma il senatore Guido Quintino Liris, coordinatore intergruppo parlamentare ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ al Senato – la diagnosi precoce e la presa in carico multidisciplinare sono strumenti chiave per affrontare questa sfida. Solo attraverso la collaborazione e il dialogo tra Istituzioni, professionisti e associazioni possiamo costruire un futuro in cui ogni donna possa affrontare il tumore al seno con maggiore fiducia e speranza».
«Nel titolo di questo Convegno è racchiuso uno dei pilastri della sfida per combattere e superare il tumore al seno: ossia, la corretta informazione e il dialogo aperto tra medico e paziente – dichiara Nicoletta Verì, assessore regionale alla Salute, Famiglia e Pari Opportunità – sono convinta che solo con la conoscenza della patologia e dei corretti percorsi di presa in carico e cura sia possibile vincere questa battaglia. In Abruzzo abbiamo centri di eccellenza per la senologia, con risultati raggiunti molto incoraggianti sia per quanto riguarda la prevenzione sia per l’approccio multidisciplinare alla gestione della malattia, delle terapie e della persona».
«Desidero ringraziare l’Intergruppo parlamentare per aver promosso questa importante iniziativa di sensibilizzazione, insieme all’associazione Salute Donna ODV e a tutte le realtà che ogni giorno operano sul territorio a sostegno dei pazienti oncologici e per la cultura della prevenzione – dice Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila – come amministrazione comunale abbiamo avuto modo di collaborare in più occasioni con Salute Donna attraverso screening gratuiti e attività di informazione rivolte alla cittadinanza. Il loro impegno concreto, spesso capace anche di intercettare precocemente patologie, dimostra quanto sia fondamentale investire sulla prevenzione primaria e sulla prossimità dei servizi sanitari».
Oggi, grazie alla diagnosi precoce e ai progressi della ricerca, la storia del tumore al seno è cambiata, la maggior parte delle diagnosi riguarda tumori in fase iniziale che se affrontati tempestivamente sono sempre più curabili. Tuttavia, a livello nazionale e regionale i numeri si traducono in migliaia di donne coinvolte ogni anno, la maggior parte delle quali può guardare al futuro con maggiore fiducia grazie ai programmi di screening e alla prevenzione.
«Parlare di tumore al seno oggi significa migliorare le scelte di domani; è questo l’obiettivo che ci poniamo come associazione dei pazienti e che ci ha convinto a promuovere un evento su questa patologia nella regione Abruzzo – dichiara Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV – ringrazio in particolare il Senatore Liris, i rappresentanti delle Istituzioni comunali e regionali, la sezione Salute Donna de L’Aquila e tutti coloro che hanno partecipato con i loro preziosi contributi all’evento. Il tumore al seno è la neoplasia più diffusa tra le donne e ai primi posti in Italia come numero di nuove diagnosi l’anno. La prevenzione è lo strumento fondamentale che abbiamo nella lotta a questa neoplasia, anche se la ricerca ha compiuto progressi enormi rendendo il tumore al seno altamente curabile se preso in tempo. Tuttavia, la prevenzione inizia dall’informazione e dalla conoscenza: per questo è necessario continuare a porre il tumore al seno al centro del dibattito scientifico e istituzionale, tenendo sempre alta l’attenzione dell’opinione pubblica su questa patologia di enorme portata socio-sanitaria ed economica».
Sottolinea Maria Rita Liaci, responsabile Salute Donna Sezione L’Aquila: «siamo veramente orgogliosi di essere stati coinvolti nella promozione e organizzazione di questo evento regionale che, oltre ad essere stato accolto positivamente dalla popolazione, ci fa onore perché ha focalizzato il dibattito anche sul ruolo e il valore della prevenzione, soprattutto nell’anno in cui la nostra città è stata nominata ‘Capitale italiana della cultura 2026’. Da 12 anni la sezione Salute Donna si impegna fortemente nel creare un terreno fertile in cui mettere a dimora il seme della prevenzione primaria e secondaria. Il nostro obiettivo è quello di far indossare a tutti, cittadine e cittadini aquilani, questo habitus mentale, che va coltivato attraverso l’informazione, la conoscenza e la consapevolezza».
Nonostante i passi avanti, rimane aperta un’importante sfida clinica: il rischio di recidiva, che esiste anche a distanza di molti anni. Studi di popolazione indicano che, nel complesso, circa 1 donna su 5 può andare incontro a una ripresa di malattia nei primi 10 anni dalla diagnosi e il rischio può persistere anche a distanza di decenni e, quando la malattia ritorna, spesso lo fa in forma metastatica, che rappresenta la principale causa di mortalità. Il tumore al seno è una patologia complessa, da qui la necessità di una presa in carico multidisciplinare e di un dialogo aperto, continuo e costruttivo con il medico curante in modo da orientare le scelte terapeutiche in base al rischio e personalizzare il più possibile gli interventi, valutando i benefici clinici, la tollerabilità e le esigenze di ciascun paziente.
«Parlare del tumore al seno e mettere insieme tutte le figure sanitarie può migliorare la cura, fare gioco di squadra non è semplicemente uno slogan, quanto piuttosto il nodo cruciale per accostarsi ad una malattia complessa che necessita di un approccio olistico rivolto alla persona nella sua interezza; è stata proprio l’evoluzione dei trattamenti negli anni, a rendere indispensabile il coinvolgimento di diverse figure professionali capaci di fronteggiare e gestire le tante sfaccettature del tumore al seno – spiega Laura Pizzorno, responsabile scientifica Salute Donna sezione L’Aquila, responsabile UOSD Chirurgia senologica e coordinatrice Breast Unit presidio ospedaliero San Salvatore – studi clinici dimostrano come nei centri dotati di team multidisciplinari aumenti in maniera significativa la sopravvivenza a 5 anni. Nella nostra Breast Unit tutte le figure coinvolte nella presa in carico del paziente si incontrano a cadenza settimanale e attraverso un confronto sulle diverse opzioni terapeutiche si arriva ad una scelta condivisa e che sia la migliore possibile per quel tipo specifico di tumore mammario e i bisogni del singolo paziente. I vantaggi sono enormi: minore frammentazione dei percorsi clinici, maggiore efficacia delle terapie, aumento dell’efficienza e netta riduzione dei costi. Non dobbiamo dimenticare però l’importanza della prevenzione primaria, attuata attraverso i programmi di screening, una sana nutrizione e un corretto stile di vita, e il supporto psicologico per i pazienti e le famiglie, oggi sempre più necessario e richiesto».
Gli esperti hanno ricordato come il rischio di recidiva non sia uguale per tutti, ma dipenda da diversi fattori (caratteristiche biologiche del tumore, dimensioni, coinvolgimento dei linfonodi, etc): per questo identificare il profilo di rischio del paziente è fondamentale per orientare le scelte terapeutiche. Attualmente il dibattito è focalizzato sulla necessità di garantire che tutti i pazienti che possono beneficiare delle terapie innovative abbiamo un accesso appropriato. Cruciale il ruolo della terapia adiuvante, che ha l’obiettivo di ridurre il rischio che la malattia ritorni dopo l’intervento chirurgico: nel tumore al seno HR+/HER2-, che rappresenta il 70% di tutte le diagnosi, le nuove opzioni terapeutiche sono in grado di migliorare in modo significativo il controllo della malattia nel lungo periodo.
«Il rischio di recidiva va personalizzato in base alla storia familiare e genetica del paziente; oggi abbiamo a disposizione test genomici che ci aiutano nel prevedere la probabilità di recidiva attraverso uno score di rischio e in seguito disegnare una terapia adiuvante preventiva di un possibile riaffacciarsi della malattia nel tempo – dichiara Tina Sidoni, oncologa, dirigente medico oncologo specializzato in Oncologia medica presso l’ispedale San Salvatore de L’Aquila – la nostra Breast Unit, che segue circa 300 nuovi casi l’anno provenienti da L’Aquila, Avezzano e Sulmona, essendo una delle due realtà HUB della Regione, ha ricevuto di recente l’autorizzazione all’utilizzo della nuova terapia con gli inibitori delle cicline rimborsata dal SSN. Questa terapia in precedenza si somministrava alle pazienti con malattia metastatica a recettori ormonali positivi, mentre ora può essere utilizzata nelle pazienti anche giovani in premenopausa a medio-alto rischio di recidiva per tre anni allo scopo di abbattere il rischio futuro. L’aggiunta di terapie innovative alla terapia endocrina standard dimostra una riduzione del rischio di recidiva di circa il 30%, con un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia a 5 anni rispetto alla sola terapia endocrina».
Psicologi, nutrizionisti e anatomopatologi sono intervenuti nell’ultima parte del convegno su temi non meno importanti quali il dialogo medico-paziente, centrale per l’aderenza terapeutica e la buona riuscita delle cure, l’importanza di una corretta nutrizione e la necessità di garantire al paziente una buona qualità della vita durante e dopo i trattamenti.
«Siamo orgogliosi di sostenere iniziative che promuovono informazione, ascolto e dialogo sul tumore al seno – afferma Chiara Gnocchi, communication & advocacy head di Novartis Italia – come Novartis, siamo impegnati da oltre 35 anni nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in quest’ambito e crediamo che, accanto alla ricerca, sia fondamentale fare squadra con clinici, Istituzioni e Associazioni pazienti per offrire maggiori opportunità di un futuro libero dal tumore e promuovere un ruolo più attivo delle persone con questa patologia nel percorso di cura».
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