23 Aprile 2026 - 13:04:01
di Tommaso Cotellessa
Un progetto di legge regionale per istituire i Parchi della Memoria storica della Resistenza in Abruzzo. È l’iniziativa presentata dal Patto per l’Abruzzo, coalizione di centrosinistra in Consiglio regionale, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza storica, il senso civico e i valori antifascisti, a partire dai luoghi simbolo della lotta partigiana.
La proposta, presentata in prossimità alle celebrazioni del 25 aprile, punta a trasformare alcuni territori significativi in spazi vivi e partecipati, non semplici luoghi commemorativi, ma veri e propri presìdi di democrazia, capaci di coniugare memoria storica, tutela ambientale, attività educative e valorizzazione turistica.
«Questo progetto si inserisce in un contesto segnato da guerre, fragilità democratiche e ritorno dei nazionalismi – ha dichiarato il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, primo firmatario – È necessario investire sulla memoria per rafforzare la coscienza civile, soprattutto tra i più giovani».
La legge prevede uno stanziamento iniziale di 20mila euro per il 2026 e il coinvolgimento diretto di enti locali, scuole, università e associazioni come ANPI e Istituto abruzzese per la storia della Resistenza, con l’obiettivo di costruire una rete diffusa e accessibile.
In fase di prima applicazione, sono individuati alcuni luoghi simbolo della Resistenza abruzzese: l’area di Ortona e Lanciano, il Sentiero della Libertà nella Maiella, il territorio aquilano, Pietransieri a Roccaraso, l’area marsicana e Bosco Martese. Si tratta di territori segnati da episodi cruciali della guerra di Liberazione, dalle battaglie contro l’esercito tedesco alle stragi nazifasciste, fino alle esperienze di resistenza civile.
Tra questi, Ortona, teatro di uno degli scontri più duri del fronte adriatico, e Lanciano, protagonista dell’insurrezione dell’ottobre 1943. Ma anche Pietransieri, dove furono uccise 128 persone, e Bosco Martese, sede della prima battaglia in campo aperto tra partigiani e truppe tedesche.
La proposta mira inoltre a sostenere iniziative culturali, didattiche e di ricerca, la realizzazione di infrastrutture leggere, percorsi escursionistici e strumenti digitali per la fruizione dei luoghi della memoria.
Nel dibattito politico, i proponenti sottolineano il valore attuale dell’iniziativa: «Non esiste alcuna equivalenza possibile tra chi ha lottato per la libertà e chi ha sostenuto il regime nazifascista. Ribadirlo non è ideologia, ma rispetto della storia e della Costituzione».
«La memoria – concludono – non è un rito, ma una responsabilità istituzionale. Perché senza antifascismo non c’è Costituzione, e senza Costituzione non c’è democrazia».
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