27 Aprile 2026 - 17:13:08
di Martina Colabianchi
«Quanto ad eventuali tagli alla spesa pubblica che il Dpf 2026 lascia presagire considerato che per il triennio 2026-2028 le manovre passate hanno già assegnato alle Province il versamento un contributo altissimo alla finanza pubblica pari a oltre 2 miliardi, è evidente che nella prossima Legge di Bilancio debba essere escluso qualunque tipo di riduzione alle risorse di parte corrente delle Province, o saranno a rischio i servizi».
Lo ha detto il vicepresidente Upi Angelo Caruso, presidente della provincia dell’Aquila, intervenendo in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera, sul Documento di finanza pubblica 2026.
«La situazione geopolitica drammatica impone al Paese di adottare politiche economiche anticicliche. Per questo – ha spiegato -un’eventuale richiesta all’Europa di sospensione del patto di stabilità deve essere finalizzata non solo alla tenuta dei conti ma soprattutto al sostegno della spesa sociale e alla programmazione di un piano strutturato di investimenti in opere pubbliche a partire dal 2026 che veda il protagonismo degli enti locali, prime fra tutte le Province».
«Grazie al Pnrr dal 2022 al 2025 la spesa per investimenti delle Province è aumentata dell’80%, dimostrando chiaramente le capacità di queste istituzioni di utilizzare a pieno le risorse assegnate. Questa spinta deve proseguire anche dopo il 2026, con programmi mirati sul patrimonio pubblico in gestione delle Province: gli edifici delle scuole secondarie superiori e la rete viaria provinciale – strade, ponti e gallerie. Questi programmi potranno essere finanziati sia con le risorse rese disponibili dal superamento del Patto di stabilità europeo, sia utilizzando i fondi non spesi del Pnrr, sia includendo le Province nei programmi di investimento dei fondi di coesione. È evidente poi che eventuali misure mirate a fare fronte agli effetti economici dello shock energetico e del conseguente aumento delle materie prime dovranno prevedere interventi a favore degli enti locali», ha precisato Caruso.
Allarme sul Def è stato espresso anche da Alessandro Canelli, delegato Anci alla Finanza, che ha stimato una perdita di 2,2 miliardi nel triennio 2026-2028, con circa un miliardo di euro di squilibrio annuo nel biennio 26-27.
«I Comuni italiani – ha dichiarato Canelli – continuano a garantire servizi essenziali pur operando dentro un quadro sempre più complesso e con margini finanziari sempre più ristretti. Dal Dpf 2026 si evidenziano forti criticità che rischiano di compromettere già nel triennio 2026-2028 la tenuta dei bilanci comunali. La pressione sulla spesa corrente cresce per effetto dell’inflazione, dei maggiori costi energetici».
«Non siamo un fattore di squilibrio della finanza pubblica nazionale, ma al contrario contribuiamo in modo stabile e responsabile alla sua sostenibilità. Questo significa che senza interventi tempestivi il rischio è quello di comprimere ulteriormente la qualità e la quantità dei servizi fondamentali, soprattutto nei Comuni più piccoli e con minore capacità fiscale», ha concluso.
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