28 Aprile 2026 - 11:42:51
di Marianna Galeota
La frammentazione delle competenze nella gestione del reticolo idrico minore è in Abruzzo un nodo irrisolto che si traduce in difficoltà sempre crescenti nel garantire una manutenzione efficace di fossi, canali e corsi d’acqua secondari e in interventi rallentati e responsabilità incerte.
Per affrontare questa criticità, tutelare il territorio e la sicurezza delle comunità e prevenire il rischio idraulico, il Consorzio di Bonifica Interno “Bacino Aterno e Sagittario”, guidato dal presidente Maurizio Monaco promuove, con l’Anbi Abruzzo, l’associazione che riunisce i 5 consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue regionali guidata da Enisio Tocco, l’istituzione di un tavolo tecnico-istituzionale sulla materia.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 30 aprile, a Pratola Peligna, al Consorzio di Pratola Peligna (ore 15,30) e vedrà seduti intorno allo stesso tavolo Regione, con il Dipartimento Territorio e Ambiente, Anbi Abruzzo, Consorzio di Bonifica Interno, i sindaci dei Comuni di riferimento (Bugnara, Corfinio, Introdacqua, Pacentro, Pettorano Sul Gizio, Pratola Peligna, Prezza, Raiano, Roccacasale, Sulmona e Vittorito) e le associazioni di categoria Cia, Coldiretti e Confagricoltura. L’obiettivo è quello di redigere, attraverso un percorso condiviso, un Catasto Idrico Regionale per trasformare un sistema oggi frammentato in un modello di gestione più efficiente, capace di rispondere alle sfide ambientali e di sicurezza del territorio.
«La gestione del reticolo idrico minore non può più essere frammentata e poco chiara – ha detto Tocco – Con il tavolo tecnico-istituzionale ci prefiggiamo di mettere ordine in un sistema confuso. Per tutte le parti in campo è giunto il momento di definire responsabilità precise e strumenti operativi in modo che ogni ente sappia cosa fare e come farlo. Solo così possiamo garantire manutenzione efficace, sicurezza idraulica e tutela del territorio».
La fotografia scattata dai Consorzi di Bonifica riguarda in particolare le incertezze nella gestione del reticolo idrico minore: in molti casi non è chiaramente definito quale ente sia responsabile della manutenzione, della vigilanza o degli interventi in emergenza. Le conseguenze sono evidenti: ritardi negli interventi, sovrapposizioni o vuoti di responsabilità e un aumento del rischio di contenziosi tra enti. E, soprattutto, la riduzione dell’efficacia della prevenzione del rischio idraulico, con possibili ripercussioni sulla sicurezza del territorio.
«Mettere ordine in questo sistema frammentato è un’esigenza primaria – ha precisato Monaco – Tra gli obiettivi principali del tavolo tecnico-istituzionale c’è la costruzione di una mappatura unitaria, aggiornata e georeferenziata del reticolo idrico, capace di distinguere tra corsi naturali, canali artificiali, fossi, scoline e tratti intubati. Inoltre, un passaggio centrale sarà la definizione chiara delle competenze: chi deve intervenire, con quali responsabilità e secondo quali modalità»
Il tavolo avrà anche il compito di elaborare protocolli operativi condivisi per garantire tempestività in caso di criticità idrauliche e di promuovere strumenti normativi omogenei, come linee guida regionali, convenzioni-quadro e regolamenti comunali per la gestione dei fossi privati.
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