28 Aprile 2026 - 18:08:56

di Tommaso Cotellessa

 Troppo nel nostro paese per sentir parlare di sicurezza sul lavoro è necessario aspettare che scorrano sangue e lacrime. Troppo spesso la negligenza e la mancanza di attenzione sfuggono ai radar di chi ha il dovere e l’obbligo di custodire il diritto al lavoro che inevitabilmente vuol dire anche diritto alla salute e dunque diritto alla vita.

A puntare i riflettori su questo tema e sulla necessità di garantire un’attenzione seria e duratura è stato il convegno dal titolo “Gli attori della prevenzione in cantiere. Il datore di lavoro alla luce del nuovo obbligo formativo”, organizzato nella sede di Formedil L’Aquila in occasione della Giornata mondiale della sicurezza.

L’iniziativa si è caratterizzata per la sua impronta informativa e divulgativa con il preciso scopo di offrire un quadro chiaro e articolato dei principali strumenti e delle responsabilità che caratterizzano il sistema della prevenzione nei cantieri, in un contesto di aggiornamento normativo e organizzativo che coinvolge l’intero settore delle costruzioni. Particolare attenzione è stata riservata al ruolo del datore di lavoro e agli obblighi formativi introdotti di recente, mettendo a confronto istituzioni, enti, professionisti e operatori del settore.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Formedil L’Aquila Angelo Palombizio, il quale, sottolineando la rilevanza dell’iniziativa messa in campo per la giornata mondiale della sicurezza, ha sottolineato che realtà come Formedil soni attive ogni giorno sul fronte della sicurezza, della formazione e dell’attenzione alla salute sul posto di lavoro. «Siamo qui per favorire la formazione di tutti i lavoratori delle imprese edili, ma anche di altri settori e ogni giorno promuoviamo formazione per decine e decine di lavoratori, cercando di inculcare la cultura della formazione e far sì che la sicurezza diventi un obiettivo giornaliero, quotidiano, un’abitudine in tutte le fasi lavorative».

Proseguendo su questa linea il presidente Palombizio ha inoltre evidenziato l’importanza degli investimenti spesi a favore della formazione, evidenziando che si tratta di un adempimento previsto dalla normativa che è anche soggetto a obblighi sanzionatori. «Noi però – ha spiegato Palombizio – riteniamo che oltre all’obbligo sanzionatorio la formazione debba venire dall’interno e quindi il lavoratore deve essere consapevole che fare prevenzione, fare sicurezza, sia già una fase ottimale delle fasi lavorative». Più che un sistema di regole lapidari e di ordini da adempire Formedil agisce per la promozione di una vera e propria cultura della prevenzione che si diffonda per contagio e non per il timore delle sanzioni.

«Importante è anche la sensibilizzazione delle imprese – ha concluso Palombizio – che non devono vedere l’obbligo di formazione come un onere, ma come un privilegio, un onore, quello di vedere i lavoratori entrare nel cantiere tutte le sere tornare a casa».

A calcare la mano sulla necessità di imprimere un vero e proprio cambiamento culturale in tema di prevenzione è stato anche il presidente di Ance Abruzzo, Enrico Ricci, il quale ha posto l’accento sulla necessità per l’imprenditore di essere virtuoso in questo ambito, non solo per il benessere dei lavoratori ma anche per le conseguenze in cui rischia di incorrere sia sul piano morale che sul piano poi pecuniario e penale. «La priorità per i nostri cantieri deve essere la sicurezza, prima di ogni altra attività», ha dichiarato Ricci.

Se però questo è l’indirizzo non mancano i fronti da migliorare e a cui riservare sempre maggiore attenzione. Forte di un’esperienza ormai quarantennale, è lo stesso presidente Ricci richiamare la necessità di formare sempre più le maestranze, in quanto può accadere che sebbene i cantieri siano dotati di tutti i presidi di sicurezza, incidenti anche gravi accadano per piccole sviste dalle serissime ripercussioni. Basta togliersi un casco o dimenticare una procedura perché avvenga l’irrimediabile. Per questo «bisogna insistere sulla prevenzione attraverso la formazione, perché dal punto di vista delle imprese ormai i responsabili, i profili professionali, protocolli standardizzati ma il problema è poi il singolo caso che può creare un incidente pericoloso. Ormai non vediamo più cantieri con ponteggi scadenti o con scarse misure di sicurezza , però c’è il piccolo incidente che può diventare mortale»

La giornata è stata, inoltre, ricca di interventi tecnici che hanno affrontato i diversi aspetti della sicurezza in edilizia: dal ruolo degli organismi paritetici nel sistema della formazione e della prevenzione, alle procedure di controllo e alle responsabilità, fino agli aggiornamenti normativi introdotti dall’Accordo Stato-Regioni del 2025. Ampio spazio è stato dedicato anche agli strumenti operativi, con approfondimenti sugli incentivi Inail, sulle misure di prevenzione incendi nei cantieri, sui piani mirati di prevenzione e sullo stato di attuazione della patente a crediti. A chiudere i lavori un focus sui compiti e sulle responsabilità del datore di lavoro dell’impresa affidataria, tema centrale in relazione alle nuove disposizioni in materia di sicurezza.

A destare particolare attenzione, nel corso del convegno, è stato l’intervento del magistrato Donato Sceglie, che ha offerto una riflessione articolata sul quadro normativo in materia di sicurezza. «Purtroppo – ha osservato – si torna a parlare di questi temi solo in presenza di stragi o di eventi gravissimi che colpiscono l’opinione pubblica. È bene chiarire che la normativa esiste da decenni: il problema non è la mancanza di leggi, ma ciò che ne impedisce una piena ed efficace applicazione».

Il nodo centrale, secondo il magistrato, è quello della prevenzione. «Perché non si fa prevenzione in questo Paese? La risposta è complessa, ma al tempo stesso semplice». La normativa, infatti, individua una pluralità di soggetti responsabili: in primo luogo il datore di lavoro, ma anche dirigenti, preposti e gli stessi lavoratori. «Negli anni – ha aggiunto – la materia si è fatta sempre più articolata, sia per il recepimento delle direttive europee sia per le profonde trasformazioni del mondo del lavoro».

Particolarmente critico è il capitolo degli appalti e dei subappalti. «All’interno dei cantieri e, più in generale, nei luoghi di lavoro, accade spesso che manchi coordinamento: la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Il rischio interferenziale tra le diverse attività lavorative non viene adeguatamente considerato». Da qui l’importanza di affiancare alle norme comportamenti concreti e coerenti, a partire da una formazione adeguata dei soggetti coinvolti.

Un passo in avanti, in questo senso, potrebbe arrivare dall’ultimo accordo Stato-Regioni, che introduce specifici obblighi formativi anche per i datori di lavoro. «Ci auguriamo – ha sottolineato Sceglie – che ciò contribuisca a ridurre la drammaticità del fenomeno e a trasformare il rispetto delle norme in una vera cultura della sicurezza».

Una cultura che coincide, di fatto, con quella della legalità e del rispetto delle regole. «Si tratta di una materia di regole: violarle non significa soltanto commettere un illecito, ma espone a conseguenze gravissime, fino alla perdita di vite umane». Per questo, secondo il magistrato, è fondamentale coinvolgere tutti i destinatari delle norme, ma anche investire sull’educazione: «La scuola può svolgere un ruolo decisivo, insegnando fin da subito la cultura della legalità e della sicurezza, non solo nei luoghi di lavoro, ma in tutti gli ambiti della vita quotidiana».

Il richiamo si estende anche alla sicurezza domestica, spesso sottovalutata: ogni anno, in Italia, si registrano migliaia di vittime per incidenti in casa. «Il tema della sicurezza – ha concluso – deve riguardare tutte le cittadine e tutti i cittadini, senza eccezioni».

Ma oltre ai tecnici del settore e alle realtà professionali di appartenenza alla giornata ha preso parte anche la politica, a tesimonianza del fatto che lavoro e salute non sono tematiche di una parte o di una categoria, ma questioni altamente politiche.

La politica è stata, infatti, rappresentata da esponenti delle istituzioni nazionali e locali. Tra questi il sottosegretario di Stato Luigi D’Eramo, che ha sottolineato il lavoro del Governo nell’ambito della sicurezza sul lavoro, in particolare sul fronte dell’innovazione tecnologica: «abbiamo messo a disposizione 400 milioni di euro con il bando Ismea», mentre «sulla formazione abbiamo introdotto maggiori controlli con assunzioni in più per quanto riguarda gli ispettori sul controllo delle condizioni dei lavoratori». Fra gli interventi citati da D’Eramo anche l’inserimento della condizionalità sociale per quanto riguarda la partecipazione ai bandi europei, che vuol dire escludere quelle aziende che non rispettano la sicurezza e i diritti dei lavoratori. «Una serie di azioni che sono finalizzate a garantire maggiore sicurezza e anche il potenziamento di due settori importanti che contribuiscono in maniera determinante al raggiungimento della sicurezza e quindi formazione e innovazione tecnologica».

Presente anche la Regione Abruzzo con l’assessore regionale alla Formazione Roberto Santangelo che ha sottolineato il valore degli investimenti nella cultura della sicurezza, evidenziando anche il ruolo che in questo ambito sta giocando la Regione Abruzzo. «Se parliamo in termini assoluti di numeri abbiamo oltre 12.000 richieste di infortunio nel 2025, 19 incidenti mortali Dietro ogni numero ci sono storie di famiglie, di persone, di comunità in cui la vita viene spezzata, immaginiamo il costo sociale che hanno questi accadimenti – ha dichiarato l’assessore – Allora la Regione Abruzzo l’anno scorso ha messo in campo un bando da 2 milioni di euro sulla formazione, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ha investito 20 milioni di euro sulla formazione continua, perché crediamo che si deve realizzare un sistema culturale di sicurezza dove tutti, a partire dai più piccoli, all’interno dei luoghi, debbano capire quali sono le metodologie da usare. Non esiste la consuetudine, non esiste un modo di fare che si tramanda, ma bisogna sapere quello che si fa. Convegni come questo vanno nella direzione giusta».

Ma anche il Comune dell’Aquila è in campo per promuovere la sicurezza sui luoghi di lavoro, anche in virtù della forte concentrazione di cantieri nel territorio aquilano. A testimoniarlo è stato consigliere comunale Livio Vittorini: «Il tema della sicurezza accompagnato a quello della formazione preventiva è fondamentale e proprio su questa linea come Comune dell’Aquila non più di quattro mesi fa abbiamo siglato con Formedil e con INAIL un protocollo specifico attuato alla ricostruzione pubblica per far sì che i tecnici esperti di Formedil e dell’INAIL, in un’ottica di formazione e sviluppo vadano ad assistere imprese, collaboratori e professionisti all’interno dei cantieri. Il primo cantiere pilota, quello della delegazione di Preturo, è partito e proprio la settimana scorsa. C’è stato un sopralluogo con esiti importanti che ci fanno pensare che questa è la linea giusta, cioè quella di sviluppare una cultura condivisa della formazione e la sicurezza su quello che ancora oggi è il cantiere più grande d’Europa».

Una giornata intensa e carica di contenuto, in cui si è parlato dell’impegno profuso negli anni e degli impegni da prendere per il futuro. Non si è trattato però solo di un confronto operativo ma anche di un vero e proprio momento di costruzione di un quadro condiviso tra i diversi attori del sistema, in grado di rafforzare l’efficacia delle azioni di prevenzione e la qualità della formazione nel settore delle costruzioni.