28 Aprile 2026 - 09:21:38
di Alfonso De Amicis
Raffaele Colapietra è stato un’intellettuale completo a tutto tondo. Uno dei figli più importanti della città dell’Aquila. E lui ha dedicato molto del suo sapere alla storia di una delle città più importanti del Mezzogiorno italiano.
Soleva spesso ripetere come L’Aquila fosse l’unica in quel Regno di Napoli ad avere un privilegio amministrativo che richiamava città come Firenze, Perugia, Siena. Ricordava a noi uditori un suo preciso pensiero: se un viaggiatore viene in Italia per pochi mesi egli ha il dovere di visitare le grandi città storiche, Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Palermo.
Se egli ha l’opportunità di rimanere più tempo, ebbene egli ha l’obbligo di vedere la città dell’Aquila. Non solo Aquila è stata oggetto di studi copiosi e sapienti. Egli ha scandagliato l’Abruzzo, Pescara e soprattutto il suo Mezzogiorno, la sua Puglia.
Nell’anno appena trascorso, interrogato il professor D’Orsi circa la figura di Raffaele egli lo ha ricordato per la visita a Torino e per lo studio che il nostro storico dedicò all’alto graduato Andrea Bafile. Era andato appunto a Torino dove Bafile aveva frequentato l’alta scuola militare presente nella città Sabauda.
Certo Raffaele Colapietra è stato un intellettuale scomodo, poco accondiscendente. Tuttavia va rimarcato come questa postura riguardava financo la sua vita privata. Quindi niente di sorprendente. Come vanno ricordate con affetto e simpatia le ore di convivialità ai vari ristoranti. Dove l’allegria si mischiava genuinamente alle grandi discussioni su palazzi, sulle piazze, sulle vie della vecchia città dell’Aquila.
Sapeva tutto di tutto. Anche se in quel vicolo non ci aveva avuto accesso. E oggi a distanza di un risibile periodo storico l’ ufficialità dell’Aquila ha posto un suo figlio Maggiore nel dimenticatoio. E non è solo l’amministrazione attiva a negare un’esistenza di studi e approfondimenti. Anche i dirimpettai sono conseguenti di questa postura. Anzi, se vogliamo essa è ancor più irrispettosa. Rimproverano gli avversari eppure in questi anni non hanno messo su uno straccio di iniziative. Solo parole di circostanza di convenienza.
Nella vita gli amici, gli estimatori, coloro che hanno effettivamente apprezzato il rigore dello studio e la sua umanità sono quelli che ti ricordano con immutato affetto.
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