02 Maggio 2026 - 10:35:27
di Redazione
Aprile 2026 si è chiuso in Abruzzo con un quadro climatico decisamente anomalo rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020. La temperatura media regionale ha fatto registrare un’anomalia di +1,5°C, mentre le precipitazioni sono risultate superiori del 62% rispetto alla norma.
A testimoniarlo è l’analisi condotta dal Cetemps dell’Università degli Studi dell’Aquila sui raccolti dall’Ufficio Idrologia, Idrografico e Mareografico dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile dell’Abruzzo, dalla quale emerge che il in questione mese è stato caratterizzato dalla presenza di un sistema di alta pressione sull’Europa occidentale che ha favorito condizioni generalmente stabili. Tuttavia, l’afflusso di correnti fredde e secche da Nord ha determinato una certa variabilità, con due brevi episodi freddi all’inizio della prima e della terza decade. Nonostante ciò, il bilancio termico complessivo resta nettamente sopra la media.
Dal punto di vista pluviometrico, la maggior parte delle precipitazioni si è concentrata nella prima parte del mese, in continuità con i nubifragi che avevano già colpito la costa adriatica negli ultimi giorni di marzo. Questo ha contribuito a rendere aprile uno dei mesi più piovosi della serie storica recente.
A livello regionale, aprile 2026 si colloca come il 6° più caldo e il 4° più piovoso dall’inizio delle rilevazioni. In alcune località, i dati assumono un rilievo ancora maggiore: Lanciano e Sulmona hanno registrato il mese di aprile più piovoso dal 1974, segnando un record assoluto.
Le anomalie termiche più significative si sono osservate a: Montereale (AQ): +2,6°C e aMontazzoli (CH): +0,4°C
Per quanto riguarda le precipitazioni, spiccano: Lanciano (CH): +299% e Castel del Monte (AQ): -71%
Questi dati evidenziano una forte variabilità territoriale, con alcune aree colpite da precipitazioni eccezionali e altre rimaste significativamente più secche.
Nel contesto storico regionale, i record per il mese di aprile restano: quello del 1997 (-4,0°C), considerato il più freddo, quello del 2018 (+2,8°C) che si attesta come il più caldo, quello del 1987 (-74%) che fu il più secco ed in fine l’aprile del 1992 (+155%) fu il più umido.
Guardando alle prossime settimane, le proiezioni stagionali del Centro Europeo indicano una fase iniziale molto calda e secca, seguita da due settimane calde con precipitazioni nella norma. Una tendenza che, se confermata, potrebbe consolidare ulteriormente il segnale termico positivo già osservato ad aprile.
I dati meteorologici sono stati raccolti confermando ancora una volta l’importanza del monitoraggio climatico per comprendere l’evoluzione delle condizioni atmosferiche sul territorio regionale.
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