04 Maggio 2026 - 10:47:27

di Tommaso Cotellessa

La città dell’Aquila si afferma come centro di ricerca internazionale nel settore aerospaziale. Non si tratta di un auspicio, ma di una realtà già concreta, grazie all’inaugurazione della seconda edizione di Spaceraise, la scuola internazionale dedicata alle applicazioni spaziali di intelligenza artificiale, robotica e dati geospaziali, organizzata dal Gran Sasso Science Institute e dalla Fondazione Gran Sasso Tech.

L’iniziativa porterà nel capoluogo abruzzese 280 partecipanti selezionati da 61 Paesi e 60 docenti, tra cui il premio Nobel Michel Mayor, oltre a rappresentanze diplomatiche di 15 nazioni. Il programma si articola in tre moduli settimanali, ciascuno dedicato a un ambito specifico: robotica applicata allo spazio, intelligenza artificiale satellitare e analisi geospaziale nelle scienze sociali.

La presentazione dell’evento si è svolta presso l’Auditorium del Gran Sasso Science Institute, alla presenza delle istituzioni locali e del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, che ha sottolineato la rilevanza strategica del settore: «Lo spazio è ormai una questione trasversale e centrale nella nostra politica estera». L’Italia, ha ricordato, presiederà il COPUOS — il Comitato ONU sugli usi pacifici dello spazio — nel biennio 2026-2027, una posizione tutt’altro che formale sul piano internazionale.

Il Governo punta con decisione sulla cosiddetta “diplomazia spaziale”, considerata un asse fondamentale per l’innovazione tecnologica e per la cooperazione tra Stati. «Lo spazio deve rimanere un ambito pacifico, capace di favorire sviluppo e coesione tra i popoli», ha aggiunto Cirielli, evidenziando anche il ruolo dell’Italia nella filiera produttiva, con realtà industriali collegate a Leonardo e Thales Alenia Space. Un contributo che si riflette anche nelle grandi missioni internazionali, come Artemis II della NASA.

Nel corso dell’incontro non è mancato un riferimento al contesto geopolitico globale, segnato da forti tensioni. «È un momento delicato — ha spiegato il viceministro — e lavoriamo per favorire una de-escalation, mantenendo centrale il ruolo delle Nazioni Unite e del diritto internazionale».

Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato un messaggio: «Senza sicurezza nello spazio, non può esservi progresso sulla Terra».

A illustrare nel dettaglio il progetto Spaceraise è stato il direttore della scuola, Francesco Basciani, che ha evidenziato l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Aquila come polo di attrazione nel settore aerospaziale, valorizzando la rete territoriale che comprende il distretto aerospaziale abruzzese, Thales Alenia Space, la Regione Abruzzo e Telespazio.

Il crescente interesse per la scuola — con un numero di partecipanti triplicato rispetto allo scorso anno — conferma la validità del progetto. Gli studenti e i ricercatori provengono da tutto il mondo, dall’Angola all’Azerbaijan, dall’Egitto all’America Latina.

«Uno dei punti di forza è la presenza fisica di studenti e docenti all’Aquila — ha spiegato Basciani — perché favorisce lo scambio diretto e la creazione di relazioni. L’obiettivo è costruire un ponte tra il mondo della ricerca e quello dell’industria». Non a caso, il corpo docente è equamente diviso tra accademia e settore industriale.

La Fondazione Gran Sasso Tech — nata nel 2022 dalla collaborazione tra GSSI e Thales Alenia Space Italia — si conferma così non solo come centro formativo, ma come nodo strategico di una filiera che coinvolge Telespazio, il distretto aerospaziale abruzzese e il sito del Fucino.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento dell’astronauta ESA Luca Parmitano e il keynote di Simonetta Cheli, direttrice dei programmi di osservazione della Terra dell’ESA: presenze che non sono solo simboliche, ma testimoniano il peso internazionale dell’iniziativa.