11 Maggio 2026 - 11:48:34
di Vanni Biordi
Nella Sala Stampa intitolata a Isolina Scarsella di Palazzo Silone a L’Aquila, il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha presentato la seconda edizione di Vinorum, festival dedicato alle eccellenze vitivinicole regionali, in programma nel centro storico dell’Aquila il 15, 16 e 17 maggio 2026.
La cornice non è casuale: il capoluogo abruzzese è Capitale italiana della Cultura 2026, e il festival intende iscriversi pienamente in quel perimetro simbolico facendola diventare la Capitale del vino abruzzese.
Il programma prevede 21 degustazioni guidate, food truck con cibo in abbinamento, masterclass, tavole rotonde e una fiera del vino che si dispiegherà tra piazza Duomo e i cortili dei palazzi storici. Un disegno urbano che trasforma il tessuto architettonico in strumento di narrazione enologica. Non un semplice contenitore, ma un interlocutore.
La manifestazione è promossa dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo in collaborazione con la Regione Abruzzo. L’edizione inaugurale aveva già dimostrato che la domanda esiste: operatori, stampa e pubblico avevano risposto con una partecipazione superiore alle attese, confermando che il format, ibrido tra evento professionale e apertura al territorio, ha una sua coerenza.
Ciò che non è stato detto. Nessuno ha affrontato esplicitamente il nodo della distribuzione internazionale. Il Montepulciano d’Abruzzo è tra i rossi più consumati in Germania e nei mercati scandinavi, eppure la proiezione estera resta il grande assente del dibattito istituzionale. Vinorum ha la massa critica per diventare una piattaforma di incontro con buyer stranieri, finora non lo è, e questa omissione ha un costo, misurabile in contratti non firmati.
L’Aquila, città che ha costruito la propria identità sull’atto del rinascere, offre a questo festival qualcosa che nessun centro fieristico tradizionale può replicare. Una narrativa autentica di resilienza. Il vino, in questo contesto, non è solo prodotto. È argomento.
«Questa seconda edizione parte in modo spumeggiante – ha affermato l’assessore regionale Emanuele Imprudente – è un’edizione importante: ci sono 52 cantine, 250 etichette, 21 luoghi nei cortili dei palazzi e il trenino itinerante in cui si potrà degustare il nostro vino. Il tutto all’interno della Capitale italiana della cultura. Il vino, del resto, è cultura. Sarà l’occasione per mettere a confronto la peculiarità dei nostri prodotti con l’arte della città dell’Aquila. E’ il festival del vino più grande in Abruzzo, ci saranno eventi e talk con il Cervin, l’ente che fa ricerca sui vini eroici, di montagna, un’opportunità che si apre anche per le aree interne.
Tra gli eventi, in particolare quello dedicato a Cataldi Madonna, con la presenza della figlia, e il trenino turistico che effettuerà in città tappe dedicate al vino in luoghi significativi come le 99 Cannelle.
Imprudente sottolinea inoltre, «il sostegno del comparto che in questi anni sta dando tanto alla nostra regione. Il settore cresce, nonostante la difficoltà della crisi sistemica legata ai costi dell’energie e alla guerra. I nostri vini stanno comunque conquistando mercati nuovi e si stanno facendo conoscere per la loro unicità. Legare il territorio al vino è un elemento essenziale per fare il salto di qualità. Si sta aprendo, inoltre, una nuova realtà che è quella dell’enoturismo: una nuova frontiera per la nostra regione, vogliamo costruirlo come elemento di sistema e di crescita complessivo».
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