12 Maggio 2026 - 16:48:50

di Tommaso Cotellessa

Una nomina improvvisa e inaspettata: l’ex senatore della Lega Simone Pillon è il nuovo avvocato di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della ormai nota “Famiglia nel Bosco”. La notizia è arrivata subito dopo l’annuncio della rinuncia al mandato da parte dei legali Marco Femminella e Danila Solinas.

Si tratta di una scelta dal forte valore simbolico. Pillon, infatti, appartiene all’ala più conservatrice del Carroccio ed è considerato una figura di riferimento dell’area cattolica tradizionalista. In passato è stato tra i principali sostenitori e organizzatori del Family Day ed è noto per la sua esperienza nel diritto di famiglia.

Il suo ingresso nella vicenda si aggiunge alla lunga serie di avvicendamenti legali che hanno caratterizzato il caso negli ultimi mesi, da quando è esplosa la questione relativa al benessere dei tre figli della coppia, cresciuti lontano da un contesto urbanizzato e privi di un inserimento stabile nei servizi considerati essenziali per lo sviluppo e la tutela dei minori.

Il primo difensore dei due genitori era stato Giovanni Angelucci, che lo scorso novembre aveva rassegnato le dimissioni, motivando la scelta con l’atteggiamento oppositivo di Catherine e Nathan e con la conseguente rottura del rapporto di fiducia. «Ritengo doveroso e necessario rinunciare al mandato difensivo — aveva scritto in una nota — non potendo, in tutta coscienza e nel rispetto della deontologia professionale, impostare una difesa monca e non aderente alla linea difensiva che avevo indicato e concordato da tempo con i miei assistiti».

Motivazioni molto simili sarebbero state alla base anche della decisione di Femminella e Solinas di lasciare la difesa della coppia. I due avvocati hanno infatti parlato di una mancanza di visione comune e di un atteggiamento oppositivo da parte dei loro assistiti, condizioni che avrebbero reso impossibile elaborare una strategia difensiva efficace.

Spetterà ora a Pillon confrontarsi con i nuovi assistiti in una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica. Una nomina destinata a far discutere e a riportare il caso al centro del dibattito politico e culturale.