13 Maggio 2026 - 11:31:22

di Marianna Galeota

«La strage dei lupi colpiti dal veleno nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha suscitato forte preoccupazione nel mondo animalista, ambientalista ed ecologista abruzzese e nazionale. Secondo le informazioni attualmente disponibili, l’episodio avrebbe determinato la perdita di circa il 25% della popolazione di lupo presente nel Parco e nella sua area contigua, infliggendo un danno senza precedenti negli ultimi decenni alla biodiversità appenninica e all’equilibrio dell’intero ecosistema».

15 associazioni (Altura, Animalisti Italiani L’Aquila, Appennino Ecosistema, CAI Abruzzo, ENPA, Forum Ambientalista, Italia Nostra, LAV, LIPU, LNDC Animal Protection, Pro Natura, Rewilding Apennines, Salviamo l’Orso, Touring Club Italiano e WWF) hanno deciso di avviare un’azione comune a tutela del lupo e del patrimonio naturale abruzzese.

Le associazioni hanno già avuto un confronto con i vertici del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e, nei giorni scorsi, hanno richiesto formalmente un incontro urgente con il Procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, con il Procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, e con il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale dell’Aquila, Colonnello Nicolò Giordano.

L’obiettivo dell’iniziativa è aprire un confronto sulle iniziative in atto e su quelle programmate per accertare le responsabilità dei fatti e per prevenirne il verificarsi di ulteriori dello stesso genere.

«Di fronte a fatti che compromettono in modo grave lo stato di conservazione del lupo in tutta la Regione Abruzzo, le Associazioni scriventi si propongono come “tutori” degli interessi degli animali, della specie e dell’ecosistema appenninico in generale, chiedendo di procedere contro i responsabili in base ai reati che puniscono gravemente chi uccide animali, provoca la compromissione o il deterioramento dell’ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna».

Le associazioni ricordano che «il lupo rappresenta un simbolo dell’Italia e una presenza fondamentale per l’equilibrio naturale dei nostri territori. Quanto accaduto non colpisce soltanto una specie protetta, ma ferisce profondamente un patrimonio collettivo che appartiene a tutti».

Per questo chiedono «un impegno forte e concreto affinché episodi così gravi non si ripetano più e affinché venga rafforzato ogni giorno il percorso di coesistenza tra uomo e animali selvatici: un lavoro lungo, quotidiano e condiviso, che richiede attenzione costante, responsabilità e il contributo di istituzioni, comunità e territori, nel rispetto dell’identità naturale dell’Abruzzo».