14 Maggio 2026 - 19:30:32

di Tommaso Cotellessa

Duro intervento del consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci contro la proposta di nuova legge elettorale regionale avanzata dalla maggioranza di centrodestra che governa l’Abruzzo.

Secondo Pietrucci, il sistema del «Collegio Unico», ulteriormente modificato nelle ultime settimane, rappresenterebbe «la dichiarazione di morte delle aree interne e montane» e un pesante ridimensionamento della rappresentanza femminile all’interno del Consiglio regionale.

Nel comunicato diffuso dal consigliere dem, la riforma viene definita molto più di un semplice meccanismo tecnico per l’assegnazione dei seggi. «La legge elettorale – sottolinea Pietrucci – è garanzia di rappresentanza per ogni territorio, soprattutto per le zone interne e montane che la maggioranza Marsilio continua a celebrare a parole ma a penalizzare nei fatti».

Il nodo centrale della contestazione riguarda proprio il sistema del collegio unico regionale, che secondo il consigliere favorirebbe inevitabilmente le aree più popolose e urbanizzate a discapito dei territori più fragili dell’entroterra abruzzese.

«Le aree montane e interne rischiano di restare senza rappresentanza politica – afferma – con conseguenze pesantissime in termini di investimenti, opportunità, servizi e possibilità di invertire il fenomeno dello spopolamento».

Pietrucci denuncia inoltre il rischio di un ulteriore squilibrio sul piano della rappresentanza di genere. Nel mirino del Partito Democratico finisce la previsione delle tre preferenze, considerata dal consigliere «un boccone avvelenato» capace di ridurre drasticamente la presenza femminile nell’assemblea regionale.

«Alla faccia delle pari opportunità – osserva – continuamente sbandierate dal centrodestra ma mai realmente applicate nella vita politica e istituzionale».

Nel comunicato il consigliere regionale affronta anche il tema dei costi delle campagne elettorali, sostenendo che la nuova legge favorirebbe esclusivamente i candidati economicamente più forti.

«In un collegio regionale – spiega – solo chi dispone di grandi risorse economiche potrà permettersi eventi, pubblicità, manifesti e campagne diffuse su tutto il territorio abruzzese. Si rischia di consegnare la partecipazione politica nelle mani dei ricchi e dei potentati economici».

Una prospettiva che, secondo Pietrucci, penalizzerebbe ancora una volta le aree montane e le comunità dell’interno già colpite da anni di spopolamento e marginalizzazione.

Il consigliere del Pd annuncia quindi battaglia politica sia nelle commissioni sia in Consiglio regionale, coinvolgendo amministratori locali e cittadini dei territori interni.

«Daremo battaglia – conclude – per disinnescare una riforma che colpisce le aree interne, le montagne e la rappresentanza femminile nella massima istituzione regionale».