15 Maggio 2026 - 09:47:48

di Marianna Galeota

«Due anni e mezzo. Tanto ci è voluto affinché il Tar dell’Aquila decidesse di non essere competente rinviando il tutto al Tar del Lazio. Un bel risultato, non c’è che dire, sul piano della efficienza della giustizia nel nostro Paese.  La Snam sorride e ringrazia perché nel frattempo potrà proseguire nella costruzione della sua inutile, dannosa e costosissima centrale».

Lo scrive in una nota il Coordinamento per il clima fuori dal fossile, dopo che il Tar dell’Aquila ha dichiarato la propria incompetenza sul ricorso presentato dal Comune di Sulmona sulle prescrizioni per il rilascio della Via relativa alla centrale Snam emesso dal comitato del coordinamento regionale di valutazione impatto ambientale della Regione. 

«Il Decreto V.I.A. è chiaro – si legge nella nota – stabilisce che la compatibilità ambientale del progetto della centrale di compressione di Sulmona è concessa “a condizione che si ottemperi alle prescrizioni” previste dal Decreto stesso e che tale ottemperanza – per 22 delle oltre 50 prescrizioni – avvenga “in sede di progetto esecutivo e comunque prima dell’inizio dei lavori. La Snam non rispetta il Decreto V.I.A. perché inizia i lavori a Case Pente di Sulmona il 1° marzo 2023 quando manca ancora l’ottemperanza di diverse prescrizioni “ante operam”. L’installazione del cantiere in fretta e furia è solo un escamotage perché sta per scadere, e in effetti scadrà il 7 marzo, l’autorizzazione a costruire. La prova inequivocabile che diverse prescrizioni “ante operam” non sono state ottemperate prima dell’inizio dei lavori è data dal fatto che solo in data 13 luglio 2023 il Comitato di Coordinamento V.I.A. della Regione Abruzzo “prende atto” dell’ottemperanza di 4 delle 22 prescrizioni».

«A quel punto, in data 24 luglio 2023, i Comitati cittadini per l’ambiente protocollano in Comune una lettera con cui chiedono al Sindaco Gianfranco Di Piero che l’amministrazione comunale accerti se la società Snam Rete Gas è ancora in possesso del titolo valido per la realizzazione della centrale e, comunque, di adottare ogni provvedimento di propria competenza, non escluso il sequestro del cantiere – prosegue il Comitato – Chiedere alla giunta Di Piero di sequestrare il cantiere Snam è come chiedergli di scalare l’Everest. Non lo ha fatto per la villetta di Roncisvalle, figuriamoci se lo avrebbe fatto per la Snam. La Snam, come si sa, fa parte della casta degli intoccabili. Ha sempre ragione, anche quando ha torto».

«Prima dello scadere dei termini l’amministrazione comunale, però, si convince ad impugnare il provvedimento davanti al Tar Abruzzo perché è un organo della Regione Abruzzo che ha adottato l’atto contestato – conclude – Seguono due anni e mezzo durante i quali la Snam  – nell’indifferenza di tutti gli enti pubblici addetti alla vigilanza e ai controlli – va avanti nei lavori devastando il nostro territorio, eliminando un importante corridoio faunistico per l’Orso bruno marsicano, abbattendo illegalmente centinaia di alberi di ulivo e seppellendo sotto la centrale preziose testimonianze archeologiche della nostra storia. Dopo due anni e mezzo il Tar dell’Aquila fissa la prima udienza e a sorpresa dice di non essere competente a giudicare. Solo per dire questo due anni e mezzo. E se fosse entrato nel merito quanto tempo ancora ci sarebbe voluto? I cittadini ne prendono nota. Così sanno a cosa va incontro un territorio quando chiede giustizia».