16 Maggio 2026 - 18:38:56

di Angelo Liberatore

Un diario di bordo che diventa testimonianza di una pagina importante di attivismo, la Global Sumud Flotilla, e nel contempo invita a non spegnere i riflettori sulla situazione che si sta vivendo a Gaza ma più in generale in tutta la Palestina.

Arturo Scotto, deputato del Partito Democratico, era in prima persona su una delle imbarcazioni (la “Karma”) che componevano la missione umanitaria salpata alla volta di Gaza nel settembre dello scorso anno.

Da quell’esperienza sono nate le pagine di “Flotilla. In viaggio per Gaza“, volume che l’onorevole Scotto ha presentanto all’Aquila (negli spazi del Muspac) su iniziativa del Partito Democratico locale e provinciale.

«Questo libro è intanto la testimonianza di un’esperienza, di un’impresa della società civile che si è sostituita ai governi e che ha provato a fare due cose: portare aiuti umanitari in un tempo in cui la fame era utilizzata, ed è utilizzata, come arma di guerra e allo stesso tempo provare a segnalare al mondo che lì c’è un blocco illegale – ha spiegato Scotto -. Gaza è isolata nonostante tutte le risoluzioni e relazioni delle Nazioni Unite, e nonostante tutte le convenzioni dicano che quel canale di mare vada aperto. Quella missione è riuscita a suscitare una mobilitazione straordinaria, soprattutto da giovani generazioni che hanno ripreso a fare politica attorno alla vicenda di un popolo senza patria e senza potere».

«Questa esperienza ha dimostrato che l’Italia è meglio di come la raccontiamo – ha proseguito -. Trasversalmente migliaia e migliaia di persone si sono mobilitate ed hanno mostrato una voglia di solidarietà che non era scontata. Allo stesso tempo, quello che emerge in maniera chiara è che bisogna continuare a parlare di Gaza e della Palestina. Allo stato attuale il 53% della Striscia è sotto occupazione dell’Idf, e il 90% delle infrastrutture è devastato. Non ci sono ospedali né scuole e gli aiuti umanitari arrivano a singhiozzo. Nonostante questo, di Gaza non si parla più, è scivolata via dai giornali e dalla cronaca quotidiana. Ma esiste, e bisogna parlarne».