23 Maggio 2026 - 10:46:18
di Tommaso Cotellessa
Un’arca realizzata con materiali di recupero, contenente terra e sementi provenienti dai cinque continenti, come rimedio alle carestie e per l’abbattimento delle frontiere. Una bandiera trasformata in simbolo della fragilità e della resistenza delle culture, come soluzione alle disuguaglianze. Un fiore che incontra un proiettile, a rappresentare la fine di ogni conflitto.
Sono alcuni degli elementi che compongono “5”, la mostra diffusa dell’artista abruzzese Pep Marchegiani che è stata inaugurata questa mattina nel centro storico dell’Aquila.
L’iniziativa si inserisce nel cartellone di eventi organizzati in occasione di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. La città attraverso l’arte si fa teatro di un segnale forte legato ai temi della coesistenza, dell’identità e della fragilità delle culture contemporanee e a suggerire soluzioni creative.
L’apertura della mostra è stata celebrata con la posa della scultura “Arca dei 5” nel chiostro di Palazzo Margherita, sede della municipalità.
«L’arca è un contenitore di vita, un’opera che ha al suo interno eventi naturali dormienti – ha spiegato l’artista Pep Marchegiani – si tratta di un’opera d’arte funzionale che non celebra tanto l’arte quanto la natura. L’opera è composta di materiali residui di industria pensate per creare l’ossimoro vita morte. I materiali di recupero sono quelli estinti, non più utilizzabili. In questo senso l’opera entra nel concetto di economia circolare. Dietro l’opera c’è l’amore per la natura, il tempo, il concetto di tramandare quello che è lo stato attuale degli elementi biologici».
Le Arche Natura rappresentano, infatti, il cuore della riflessione ambientale del progetto: opere concepite come “custodie” di ecosistemi complessi dormienti, realizzate con materiali eterogenei e di recupero, tra terre provenienti dai cinque continenti, plastica riciclata, pietre di fiume e marmo di Carrara. Sculture che teorizzano, attraverso i principi dell’economia circolare, un rapporto di coesistenza tra arte, cultura, industria e natura.
Con Ark Flag, invece, la bandiera viene reinterpretata come uno stendardo sospeso tra le strade della città, lasciato esposto agli agenti atmosferici come simbolo della resistenza delle culture e della trasformazione continua dei linguaggi identitari.
Fa parte del progetto anche A Kalla 47, scultura del ciclo Toys che raffigura un fiore d’acciaio con un proiettile di AK47 come pistillo, creando un cortocircuito simbolico tra natura e guerra, tra fragilità e violenza. Accanto a questa opera trova spazio Lady, figura armata di ali da guerra che rappresenta l’ossimoro tra il divino e l’umano, tra spiritualità e conflitto.
All’interno della mostra sarà presente anche il ciclo Pelle, realizzato attraverso tecniche miste su tela e supporti rigidi con l’utilizzo di materiali particolari come mosaici di corallo industriale e scorie nere industriali.
Completa il percorso Ritratto di Giovanna, un ciclo composto da nove opere uniche dedicate al tema dell’uguaglianza e della rappresentazione delle identità. Le opere, realizzate attraverso mosaici policromi e materiali differenti come pelle, vetro e inserti industriali, intendono raccontare “centomila storie” capaci di trasformarsi in leva sociale e culturale.
La mostra diffusa coinvolgerà diversi luoghi del centro storico cittadino, tra cui Art Home – Ginevra Boutique Albergo Diffuso, Gliubich Casa d’Aste, Engel&Volkers e Palazzo Margherita.
LAQTV Live