27 Maggio 2026 - 08:43:54

di Martina Colabianchi

Il Consiglio regionale ha approvato la riforma in materia di Servizio Idrico Integrato della Regione Abruzzo.

La nuova norma, nata dall’iniziativa del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dalla vicepresidente Marianna Scoccia, propone una riduzione degli attuali sub ambiti in cui è suddiviso l’Ambito Territoriale Unico Regionale, ai fini di una più efficiente gestione del servizio idrico. Gestione che resterà pubblica.

Gli eventuali sub ambiti saranno definiti dalla Giunta regionale su proposta dell’Ersi, l’ente regionale del servizio idrico, che si dovrà esprimere entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge predisponendo uno studio in ordine alla fattibilità di suddivisione o meno dell’ATUR, Ambito Territoriale Unico Regionale, in sub ambiti territoriali per il conseguimento delle finalità e sulla base dei parametri quali efficienza, efficacia ed economicità della gestione; equa ripartizione delle fonti di approvvigionamento idrico e ottimizzazione della qualità del servizi.

La Giunta regionale, sulla base dello studio Ersi, e dopo aver acquisito il parere obbligatorio delle commissioni consiliari competenti in materia, da rendere entro e non oltre 15 giorni dalla ricezione della proposta, delibera confermando l’Atur o individuando i sub-ambiti territoriali eventualmente proposti.

L’ipotesi dei quattro subambiti provinciali è stata scartata poiché i dati tecnici hanno dimostrato che avrebbe creato gestori troppo deboli ed economicamente insostenibili (in particolare nell’aquilano). Quindi, si passerà da sei gestori a un massimo di due subambiti, o a un gestore unico.

L’intervento si è reso necessario e urgente poiché nel 2027 scadranno ben 5 delle 6 concessioni attuali.

L’Assemblea dei Sindaci (ASSI), sarà costituita all’interno dei sub ambiti eventualmente individuati, o nell’Ambito unico e sarà presieduta e convocata dal sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti oppure, in caso di Ambito unico, dal presidente della Regione, ed entro trenta giorni delibererà il proprio Regolamento per il funzionamento dell’ASSI. Si prevede altresì, per i piccoli Comuni, capacità di voto ponderato in modo da garantire una giusta rappresentanza a tutte le comunità. La riforma si concretizzerà alla scadenza della concessione dei contratti in corso, a partire dal 1° gennaio 2032.

«Abbiamo approvato una legge di importanza storica: una riforma strategica e fondamentale che va a dare certezza ad un ambito così delicato come la gestione dell’acqua – ha commentato Sospiri -. L’acqua, che è sempre stata e resterà comunque di proprietà pubblica, – ha aggiunto – sarà di nuovo gestita in house, però da società pubbliche detenute dai Comuni. Scenderemo da sei ambiti a massimo a due. Saremo molto più forti come società e ottimizzeremo i costi di gestione, lasciando  la tariffa pressoché invariata e servirà prevalentemente per garantire i tanti investimenti che servono per ridurre le perdite e per portare con nuove condotte l’acqua dove in alcuni periodi dell’anno questa non c’è. Sono soddisfatto di un lavoro intenso che è durato un anno, – ha concluso il presidente del Consiglio – fatto di grandi condivisioni, di grandi confronti, che ha portato, alla fine, all’approvazione della norma che avevamo originariamente presentato».

Ha espresso soddisfazione anche la co-firmataria del provvedimento Marianna Scoccia: «Con questa legge – ha detto – facciamo tesoro delle esperienze del passato e ridisegniamo l’architettura di uno dei servizi più importanti del nostro Abruzzo. Era arrivato il momento di intervenire con buon senso e responsabilità per garantire equità territoriale, eliminando le disparità di costo tra i comuni interni e la costa».

La norma prevede, inoltre, la tutela dei livelli occupazionali degli attuali gestori, dando risposta alle preoccupazioni espresse dai sindacati. L’emendamento, a firma Antonio Blasioli e Silvio Paolucci (Pd), introduce un apposito articolo nel progetto di legge in discussione, richiamando quanto già previsto dalla legge regionale n.27 del 2017 in materia di tutela occupazionale.  «La salvaguardia dei livelli occupazionali è da sempre una nostra priorità politica e anche in occasione della discussione sulla riforma del sistema idrico abbiamo ritenuto fondamentale garantire certezze ai lavoratori», hanno affermato i due consiglieri dem.

Per il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, quella del sistema idrico è «una riforma all’avanguardia, che pone l’Abruzzo al passo con le migliori pratiche nazionali e internazionali. Un nuovo sistema che garantirà una gestione più efficiente, sostenibile e innovativa delle nostre risorse idriche, a beneficio di tutti i cittadini e nel rispetto delle esigenze dei territori. Mettere l’accento sull’importanza dell’acqua significa guardare al futuro della nostra regiine e affrontare con responsabilità temi cruciali come la sostenibilità e la tutela dell’ambiente. Come gruppo Fratelli d’Italia, siamo orgogliosi di aver contribuito a questa trasformazione. Questa riforma non è solo un traguardo locale ma un modello che può rendere l’Abruzzo un punto di riferimento su scala nazionale per l’approccio integrato e innovativo alla gestione delle risorse idriche».

Di una «riforma storica» parlano anche Vincenzo D’Incecco, capogruppo della Lega e presidente della commissione Bilancio, e la consigliera regionale del Carroccio Carla Mannetti. «La riduzione del numero dei gestori del servizio e dei canoni, la semplificazione delle strutture e il miglioramento del coordinamento tra i territori – dichiarano – potranno offrire strumenti utili per rendere il sistema più solido e funzionale. L’obiettivo condiviso è quello di garantire un servizio stabile, continuo e capace di rispondere efficacemente alle esigenze delle comunità. Un assetto razionalizzato potrà, inoltre, favorire l’accesso ai finanziamenti europei e nazionali, sostenere una pianificazione infrastrutturale coerente, ridurre le perdite e migliorare la qualità complessiva del servizio, anche sul fronte della depurazione. Siamo di fronte – concludono – ad un passaggio strategico per il futuro del servizio idrico che punta, come detto, a coniugare efficienza gestionale e tutela della gestione pubblica nell’interesse del territorio».