30 Maggio 2026 - 15:35:47
di Martina Colabianchi
Di fronte all’intensificarsi dell’ondata di calore che sta colpendo l’intero Paese e l’Abruzzo, con temperature che nelle prossime ore supereranno stabilmente i 30 gradi, il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli ha chiesto al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di valutare con urgenza l’adozione di un provvedimento a tutela dei lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature, in particolare di coloro che operano all’aperto o in ambienti particolarmente caldi durante le fasce orarie più critiche della giornata.
«Le condizioni climatiche estreme – dichiara Blasioli – rappresentano un rischio concreto per la salute dei lavoratori. Colpi di calore, disidratazione, cali di pressione e perdita di lucidità sono conseguenze che possono avere effetti anche gravi e che, in questi giorni, sono state più volte segnalate, basti pensare alla tragedia avvenuta qualche pomeriggio fa all’interno del parco Florida».
«Per questo ho ritenuto necessario far presente al Presidente della Regione la necessità di emanare un decreto straordinario, valido per tutta la durata dell’emergenza climatica, sul modello di quanto già fatto in Toscana dal Presidente Eugenio Giani, prevedendo la sospensione delle attività lavorative all’aperto nelle ore caratterizzate dal maggiore rischio da stress termico, l’adozione di misure organizzative e di prevenzione idonee a ridurre l’impatto del caldo estremo e a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori».
«Non si tratta soltanto di una scelta di buon senso, ma di un atto di responsabilità istituzionale per tutelare la salute, la sicurezza e la dignità di chi lavora nelle condizioni più difficili».
«Ad oggi non è possibile prevedere quale estate ci aspetti, ma è verosimile che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si registrino nuove ondate di calore. Per questo chiedo al Presidente della Regione di intervenire senza indugio, adottando un provvedimento chiaro, efficace e immediatamente applicabile. La tutela dei lavoratori non può aspettare».
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