01 Giugno 2026 - 11:37:32
di Tommaso Cotellessa
Il Coordinamento «Disarmare la pace, disertare la guerra» torna ad accendere i riflettori su una battaglia che affonda le proprie radici in oltre settant’anni di storia: quella per la smilitarizzazione del deposito di Monte San Cosimo.
L’appuntamento è in programma domani, 2 giugno, a partire dalle ore 10 a Sulmona. Tra le realtà che hanno deciso di aderire alla mobilitazione c’è anche la Cgil della provincia dell’Aquila.
Attraverso una lettera aperta indirizzata ai rappresentanti delle istituzioni, il Coordinamento ha invitato a partecipare all’iniziativa i sindaci della Valle Peligna, i consiglieri regionali e i parlamentari del territorio.
L’obiettivo della mobilitazione è ottenere la restituzione dell’area alle comunità locali affinché possa essere destinata a finalità civili e di pace.
«Sono quasi novant’anni che la struttura di Monte San Cosimo rappresenta un pericolo e un inutile peso per gli abitanti della Valle Peligna» spiegano gli organizzatori. «Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale il regime fascista espropriò ai contadini un’area di 133 ettari per trasformarla in un’industria bellica, il dinamitificio Montecatini-Nobel».
Dal dopoguerra in poi si sono susseguite numerose iniziative per chiedere la riconversione civile del sito: marce, petizioni popolari, sit-in, interrogazioni parlamentari e delibere approvate da diciassette Comuni del comprensorio peligno. A queste si aggiunge una risoluzione approvata dal Consiglio regionale che chiedeva la restituzione dell’area alle comunità di Pratola Peligna, Prezza e Sulmona.
Tra i protagonisti delle mobilitazioni vi fu anche la Camera del Lavoro di Sulmona, che il 1° luglio 1948 proclamò uno sciopero generale in tutti i comuni della Valle Peligna per chiedere che l’ex dinamitificio, situato in un territorio già segnato da elevati livelli di disoccupazione, fosse riconvertito a scopi civili.
La Cgil della provincia dell’Aquila ha quindi annunciato la propria adesione alla manifestazione del 2 giugno, ribadendo il proprio impegno contro la guerra e a favore della costruzione della pace.
«L’opposizione alla guerra e la costruzione della pace rappresentano da sempre elementi fondativi e qualificanti del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori. La guerra è negazione dei diritti, comporta un sacrificio umano inaccettabile e costituisce un ostacolo all’emancipazione delle classi lavoratrici».
Nel richiamare l’articolo 11 della Costituzione, secondo cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali, il sindacato sottolinea come l’obiettivo delle madri e dei padri costituenti fosse, e continui a essere, quello di costruire e preservare la pace nell’interesse della collettività e delle future generazioni.
Per questo la Cgil invita cittadine e cittadini a partecipare alla mobilitazione. «Costruire e mantenere la pace, valore fondamentale e universale, presupposto essenziale per la tutela dei diritti umani, dello sviluppo sociale e del benessere delle persone, richiede l’impegno costante di tutte e tutti».
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