02 Giugno 2026 - 10:10:49

di Martina Colabianchi

Come ogni anno, ma quest’anno un po’ di più, va in scena anche alla Villa comunale dell’Aquila la sentita cerimonia ufficiale per celebrare la nascita della Repubblica italiana, che proprio quest’anno compie 80 anni.

Alla presenza dei cittadini e delle massime autorità civili, militari e religiose della provincia, nonché le rappresentanze delle forze armate, delle forze di polizia e delle associazioni combattentistiche e d’arma, il programma della mattinata ha preso avvio dal tradizionale alzabandiera con l’esecuzione dell’inno nazionale.

A seguire, la resa degli onori ai caduti con deposizione della corona d’alloro sulle note della Canzone del Piave. E poi ancora la lettura del messaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto e di quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha voluto celebrare «la memoria dei militari che, con i Gruppi di Combattimento, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d’Italia, restituendo alla nazione onore e libertà. Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, casa comune»che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà».

Poi, uno sguardo al difficile quadro internazionale. «Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella precarietà. L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell’edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli. Le Forze Armate italiane, pilastro della Repubblica e presidio dei principi alla base della pacifica convivenza tra i popoli, sono chiamate a concorrere al raggiungimento di questo obiettivo».

Un’altra toccante lettura ha concluso il momento solenne: la lettura della preghiera per i caduti da parte del Cappellano militare.

«Si tratta di una ricorrenza molto importante perché questi 80 anni sono stati davvero ricchi di tanti avvenimenti e il nostro Paese è sempre stato al centro dell’attenzione nelle politiche internazionali – ha dichiarato il prefetto dell’Aquila Vito Cusumano -. A L’Aquila celebriamo questa ricorrenza in modo molto ampio, perché è una città che ha un forte legame con le istituzioni. Abbiamo pensato di realizzare diverse manifestazioni, ieri ne abbiamo fatta una all’Auditorium del Parco dove la musica è stata al centro dell’iniziativa insieme ai giovani, con le consegne delle onorificenze ai cittadini che si sono distinti per quanto svolto nel loro servizio. A seguire, questo momento istituzionale alla Villa comunale della città e poi un evento espositivo dove tutti coloro che sono stati da sempre strettamente connessi al territorio mostreranno il loro saper fare. I cittadini avranno così modo di interagire con le istituzioni, in modo che si instauri un rapporto di vicinanza. Le istituzioni non devono essere percepite distanti dal cittadino e dai bisogni del quotidiano, ed infatti oggi sono presenti tutte proprio per celebrare a meglio questa importante ricorrenza».

A seguire, infatti, il Prefetto dell’Aquila ha inaugurato il “Villaggio 2 giugno” che sarà allestito in Via delle Medaglie D’Oro, nel piazzale antistante l’Auditorium del Parco.

L’evento a carattere espositivo prevede la presenza di stands della Polizia di Stato, comprendenti i reparti della Polizia Stradale e della Polizia Postale, dell’Arma dei Carabinieri con la specialità del Gruppo Forestale, della Guardia di Finanza, del Comando Militare dell’Esercito Italiano, della Polizia Penitenziaria, dei Vigili del Fuoco, dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Croce Rossa Italiana.

La ricorrenza è fortemente sentita dalle figure istituzionali abruzzesi. «Ottant’anni fa, con il referendum del 2 giugno 1946, gli italiani scelsero la Repubblica come forma di Governo – le parole del senatore abruzzese di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi -. Una Nazione ferita dalla guerra seppe affidare a un grande momento di partecipazione democratica il compito di guidarne la rinascita. La scelta repubblicana fu resa possibile anche grazie al prezioso contributo del voto delle donne, finalmente protagoniste della vita democratica del Paese. La forza di quel voto pose le basi per la stesura della nostra Carta costituzionale, con l’elezione dei componenti dell’Assemblea Costituente. Repubblica e Costituzione rappresentano oggi i pilastri della nostra Nazione e custodiscono i valori fondamentali della democrazia, della libertà, dell’unità e dell’identità nazionale. Sono i riferimenti che hanno accompagnato il cammino dell’Italia in questi ottant’anni di storia e che continuano a indicare la strada per il futuro. È fondamentale tramandare alle giovani generazioni il significato profondo e il valore della Festa della Repubblica, così come è doveroso ricordare il sacrificio di quanti hanno dato la vita per consegnarci l’Italia libera, democratica e unita che conosciamo oggi. Facciamo parte di una grande Nazione da amare e onorare ogni giorno».

«Ottant’anni fa l’Italia voltò pagina scegliendo la Repubblica. Fu un passaggio decisivo per un Paese che cercava riscatto dopo la guerra, ma soprattutto fu il momento in cui le donne, per la prima volta, poterono esprimere il proprio voto e incidere sul destino nazionale. Quel gesto, semplice e rivoluzionario, contribuì in modo determinante alla nascita della nostra democrazia e alla costruzione della Costituzione. Oggi celebriamo una Repubblica fondata sulla libertà, sull’unità e sulla partecipazione. Ricordarne il significato significa trasmettere alle nuove generazioni il valore di quella scelta e l’eredità di chi ha creduto in un’Italia nuova e più giusta». Così anche il deputato abruzzese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa.