03 Giugno 2026 - 16:10:29
di Martina Colabianchi
«In riferimento all’avviso pubblico destinato ai piccoli comuni per l’annualità 2026 ho atteso qualche giorno dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato nella speranza che l’onestà intellettuale avesse finalmente il sopravvento sulla demagogia e la propaganda, ma così non è stato. Ero fiducioso che sindaci e consiglieri regionali, che lo scorso anno dopo la sentenza del TAR Abruzzo avevano ‘occupato’ le pagine dei giornali e dei siti online per giorni e polemizzato in consiglio regionale, avrebbero potuto riconoscere il loro errore e portare a conoscenza dei cittadini la sentenza del Consiglio di Stato che, ribaltando la sentenza del TAR, certifica la correttezza e la legittimità dell’operato della Regione».
Così, in una nota, l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis commenta la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha ribaltato la pronuncia del Tar sulla graduatoria del bando dell’ottobre scorso per l’assegnazione di risorse ai piccoli Comuni abruzzesi. Il bando, lo ricordiamo, era stato criticato da più parti per il sistema adoperato, che avrebbe premiato in prima battuta i Comuni più rapidi o meglio informati, piuttosto che i progetti più validi.
Se per Ali Abruzzo la sentenza conferma «le perplessità e l’allarme di allora», tornando a chiedere «procedure stabili, al riparo da polemiche, contestazioni, letture potenzialmente opposte», per D’Annuntiis si tratta invece del riconoscimento di una procedura trasparente, «usata da tempo anche a livello ministeriale da governi di centrosinistra», oggetto ora «di ripetuta e forte strumentalizzazione politica».
«Il metodo cronologico è imparziale, non lascia spazio a scelte discrezionali della Giunta e degli uffici, non penalizza nessuno e garantisce pari opportunità a tutti i comuni, siano essi grandi o piccoli come dimostra la graduatoria dei comuni finanziati. La storiella che i comuni piccoli e delle aree interne sono penalizzati, che ancora qualcuno racconta, viene smentita dalla graduatoria approvata che vede esclusivamente comuni piccoli e delle aree interne tra i beneficiari», ha proseguito D’Annuntiis. «Gli stessi comuni che hanno dovuto rallentare la realizzazione di opere importanti per il loro territorio solo per propaganda politica».
«Ora che il consiglio di Stato – conclude l’assessore – ha certificato la regolarità della procedura, nel silenzio degli ‘urlatori’, voglio solo ribadire, come già fatto più volte, che non si accettano lezioni di trasparenza da alcuni che, quando amministravano la regione, hanno concesso finanziamenti a comuni che inoltravano la richiesta il giorno stesso della seduta di giunta e addirittura a qualcuno che la faceva pervenire il giorno prima lasciando così intravedere inattese doti di chiaroveggenza».
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