06 Giugno 2026 - 10:06:58
di Marianna Galeota
«La straordinaria attività svolta sul territorio della provincia dell’Aquila, con la sinergia tra l’operato del sindacato e gli esponenti politici e parlamentari abruzzesi, ha permesso il raggiungimento di un importantissimo obiettivo: l’approvazione dell’emendamento in Legge di Bilancio 2026 che ha modificato la Legge n. 234 del 30 dicembre 2021, e, in particolare, l’art. 1, comma 268, lett. c, che, nella sua nuova formulazione, certifica, oggi, la possibilità di internalizzare servizi e personale sanitario, sociosanitario, tecnico e amministrativo in appalto».
Lo scrivono in una nota i segretari generali Francesco Marrelli (Cgil), Antony Pasqualone (Fp Cgil), Andrea Frasca (Filcams) e Diego Di Francesco (Fiom) che precisano come l’applicazione della normativa, «oltre a valorizzare le esperienze e i percorsi lavorativi maturati dal personale esternalizzato, con l’eliminazione, al contempo, del dumping contrattuale, consentirebbe una riduzione della spesa pubblica per tutti quei servizi che, oggi, sono affidati ai privati a mezzo di gare di appalto. Infatti, da uno studio effettuato dal sindacato, è emerso che, con la gestione diretta dei servizi e, quindi, con l’utilizzo di rapporti di lavoro subordinati, vi sarebbe una consistente contrazione dei costi di gestione e, di conseguenza, della spesa pubblica. Invero, il rapporto di lavoro alle dirette dipendenze delle ASL garantirebbe, da un lato, un lavoro stabile e di qualità al personale impiegato, che non essendo più in appalto, verrebbe trattato alla stregua del personale delle Aziende Sanitarie; dall’altro, l’utilizzo del rapporto di lavoro subordinato garantirebbe una contrazione dei costi senza ricadute in termini di qualità dei servizi erogati alla collettività».
«L’internalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto produrrebbe sì un maggiore costo del
personale ma, al contempo, permetterebbe una diminuzione complessiva dei costi a bilancio dovuta al mancato pagamento dell’aggio e dell’IVA. L’aumento del costo del personale, però, potrebbe determinare lo sforamento dei tetti di spesa del personale attualmente imposti. Questo problema è facilmente superabile con l’applicazione del Decreto Legge 35/2019, che la stessa Regione Abruzzo richiama nel Piano Operativo 2026-2028, nel punto “M 09”, relativo alla governance del personale che, nell’analisi dei vincoli di spesa, prevede la possibilità di incrementare i tetti di spesa relativi al personale ad alcune specifiche condizioni. Condizioni che, a parere di chi scrive, possono essere applicate, per l’appunto, all’internalizzazione dei servizi, con la riduzione complessiva dei costi a bilancio», proseguono.
«Invero, l’art. 11, comma 3, del citato decreto-legge, prevede la possibilità, per le regioni, di incrementare ulteriormente i limiti di spesa del personale per un ammontare non superiore alla riduzione strutturale della spesa già sostenuta per servizi sanitari esternalizzati. Ne consegue che la possibilità di incremento del tetto di spesa del personale passa per l’internalizzazione dei servizi esternalizzati, trasformando la spesa sostenuta a titolo di beni e servizi in spesa per il personale. Spesa per beni e servizi che oggi, va detto, nella sola ASL dell’Aquila, riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori impiegati, ad esempio, presso i servizi di ADI, CUP, mensa e ristorazione, pulimento, manutenzioni, supporto amministrativo e tecnico, sterilizzazione, riabilitazione psichiatrica, riabilitazione per utenti con disturbo dello spettro autistico, autisti delle ambulanze».
«In conclusione, questa organizzazione sindacale ritiene necessario dare immediata applicazione alle
vigenti norme che, come evidenziato, consentirebbero di internalizzare in ASL il personale dei servizi esternalizzati, garantendo lo stesso trattamento del personale della ASL alle lavoratrici ed ai lavoratori in appalto, a parità di prestazioni lavorative e superando, per l’effetto, tutte le differenze retributive e normative attualmente in essere. Tale operazione, inoltre, consentirebbe finalmente di ridurre i costi complessivi della spesa pubblica e, quindi, il disavanzo strutturale della ASL1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Per questi motivi, chiediamo con urgenza l’attivazione di un tavolo di confronto tecnico-politico-sindacale con la Regione Abruzzo, la ASL e la CGIL, per cogliere quanto prima l’opportunità messa a disposizione dalle vigenti norme a garanzia dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, delle cittadine e dei cittadini, per un servizio qualitativamente e quantitativamente funzionale, che corrisponda effettivamente ai bisogni sanitari della nostra comunità», concludono i sindacalisti.
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