07 Giugno 2026 - 17:23:28
di Tommaso Cotellessa
L’annuncio è ormai noto da qualche giorno, ma finalmente ci siamo. Domani l'”Ecce Homo” di Antonello da Messina arriva a L’Aquila. Il capolavoro dell’arte sacra del 1400 non arriva di passaggio, ma giunge per restare, l’opera infatti, recentemente acquisita dal Ministero della Cultura, troverà la sua sede stabile all’interno del Castello Cinquecentesco aquilano, la ritrovata casa del Museo Nazionale D’Abruzzo (Munda), dove dialogherà con le opere coeve del territorio abruzzese.
Una data quella di domani che sembra destinata ad entrare nella storia della città che nell’anno di Capitale Italiana della Cultura diviene scrigno di un vero e proprio gioiello da mettere in mostra nella sua veste più splendida.
Si tratta di una piccola tavola opistografa, cm 20,3×14,9×1, all’interno della quale però l’intensità espressiva si fa altissima e coinvolgente. Al suo interno viene raffigura il Cristo, flagellato e sofferente, nel momento in cui Pilato, seguendo la narrazione evangelica, lo presenta alla folla prima della crocifissione. Viene infatti proprio da qui il titolo dell’opera, che riprende il versetto 19,5 del Vangelo di Giovanni: “Ecco l’uomo” (dal latino “Ecce Homo”).
L’arrivo dell’opera è stato pensato come uno degli appuntamenti più importanti del cartellone di eventi di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Per l’occasione sarà presente in città il ministro della Cultura Alessandro Giuli che, alle 18:30, prenderà parte alla cerimonia istituzionale organizzata all’interno del Castello Cinquecentesco.
La giornata culminerà con l’abbraccio della cittadinanza: dalle ore 20 fino alla mezzanotte il museo aprirà eccezionalmente le proprie porte al pubblico per uno speciale svelamento serale dell’opera. Per l’occasione saranno previste agevolazioni per l’ingresso e particolari condizioni dedicate alle famiglie, consultabili sul sito del Ministero della Cultura. L’ultimo ingresso sarà consentito alle ore 23.
L’opera, esposta per la prima volta in Italia al Senato della Repubblica lo scorso marzo, giunge all’Aquila dopo una verifica del suo stato conservativo e una serie di interventi preliminari di valorizzazione museale effettuati dall’Istituto Centrale per il Restauro.
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