08 Giugno 2026 - 18:25:45

di Angelo Liberatore

Sono trascorsi oltre cento giorni dal primo annuncio, ma ora il conto alla rovescia è arrivato a zero.

Il Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila ha accolto l‘Ecce Homo di Antonello da Messina.

L’opera d’arte a tempera su tavola troneggia, fiera e bellissima, al centro della sala nove del Castello.

Si tratta dello spazio del Munda dedicato al Quattrocento, l’epoca coeva del capolavoro del maestro siciliano.

L’allestimento della sala (con una teca alla quale è possibile girare intorno a 360 gradi) è stato pensato per valorizzare al meglio l’Ecce Homo che, essendo una tavola opistografa, ha il tratto peculiare di essere dipinta su entrambe le facce.

Su un lato c’è l’immagine del Cristo sofferente che dà appunto il titolo all’opera, mentre l’altra faccia presenta un San Gerolamo penitente.

A tenere a battesimo l’Ecce Homo nella sua nuova dimora aquilana sono stati, tra gli altri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il sindaco Pierluigi Biondi, la direttrice del Munda Federica Zalabra.

«L”Ecce Homo’ di Antonello da Messina stabilisce oggi la propria dimora a L’Aquila, nel suo anno da Capitale Italiana della Cultura, e giunge nel castello cinquecentesco che ospita il Museo Nazionale d’Abruzzo. Tutto ciò – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli – non avviene per semplice coincidenza, ma risponde a una precisa volontà. Si tratta di una visione più ampia che riguarda il nostro patrimonio culturale: ritengo sia un dovere dello Stato acquisire grandi testimonianze artistiche per assicurarle alla fruizione dei cittadini e trasformare sempre più la bellezza e la cultura italiane in capitale pubblico, in un’ottica di continuità e di responsabilità nei confronti di noi stessi e delle future generazioni».

«L’acquisizione dell’Ecce Homo e la sua destinazione permanente al MuNDA – ha dichiarato il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo – rappresentano un modello virtuoso di come la tutela ministeriale si traduca in valorizzazione attiva. Non stiamo solo esponendo un capolavoro, ma stiamo potenziando l’offerta culturale del territorio attraverso una narrazione museale moderna e accessibile. Questo “ritorno a casa” non è un punto d’arrivo, quanto piuttosto il motore di nuove economie della cultura, capaci di attrarre pubblici internazionali e di rafforzare il legame tra patrimonio e comunità in un anno cruciale per L’Aquila».

L’Ecce Homo (acquistato dal Governo italiano a New York, dalla casa d’arte Sotheby’s) ha un valore inestimabile, che travalica il semplice aspetto economico (per inciso, oltre 12 milioni e mezzo di euro).

Il pezzo d’arte, infatti, è l’ultima opera di Antonello da Messina che era rimasta sul mercato.

Prima di arrivare a L’Aquila, che sarà la sua sede stabile, l’Ecce Homo è stato esposto a Roma al Senato della Repubblica.

Oltre ciò, l’opera d’arte è stata oggetto di un importante e minuzioso intervento diagnostico all’Istituto centrale per il restauro.

«L’arrivo dell’Ecce Homo al Museo Nazionale d’Abruzzo – commenta il Direttore generale Musei, Massimo Osanna – rappresenta un momento di straordinaria importanza per L’Aquila e per l’intero Sistema museale nazionale. La scelta di destinare al Museo questo capolavoro della storia dell’arte, recentemente acquisito al patrimonio dello Stato dal Ministero della Cultura, testimonia una visione che riconosce nel patrimonio diffuso e nella qualità delle istituzioni culturali presenti su tutto il territorio nazionale una risorsa fondamentale per la crescita culturale del Paese. Questo arrivo assume un significato particolare nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura e trova nel Museo Nazionale d’Abruzzo, recentemente restituito al pubblico, dopo 17 anni, nella sede del Castello Cinquecentesco al termine di un importante intervento di recupero e riallestimento, uno dei simboli più significativi del rinnovamento culturale della città. In questo quadro, l’Ecce Homo non rappresenta soltanto l’ingresso nelle collezioni pubbliche di un’opera di straordinario rilievo, ma contribuisce a rafforzare il ruolo dei musei all’interno delle reti di ricerca e valorizzazione promosse dal Sistema museale nazionale, favorendo nuove forme di collaborazione tra istituzioni e nuove occasioni di dialogo tra patrimonio e territori».

L’Ecce Homo di Antonello da Messina è stato destinato a L’Aquila nel suo anno da capitale italiana della cultura, e sarà anche la più importante eredità a lungo termine che questo 2026 lascerà al Capoluogo abruzzese.

«L’accoglienza stanziale di un’opera di questa portata rappresenta il coronamento scientifico e gestionale della nostra rinascita – dichiara il sindaco Pierluigi Biondi -. Questo intervento non si esaurisce nella dimensione temporanea dell’evento, ma costituisce un elemento strutturale del progetto di valorizzazione delle aree interne grazie alla cultura. È l’eredità concreta del nostro anno da Capitale, che certifica la maturità e la capacità del territorio e sancisce il superamento della sfida per la ricostruzione. Il sostegno del Governo e del MiC, in questo ambizioso progetto comunitario, è stato determinante poiché hanno colto lo spirito del dossier e, anche con questa iniziativa, contribuito alla sua piena riuscita».

«L’Abruzzo, terra tra le più belle d’Italia, accoglie oggi un’opera straordinaria che assume un significato potente. La visione promossa dal Governo e dal Ministro Giuli testimonia con chiarezza che nessuna terra è ‘lontana’, un impegno costante con una prospettiva di bellezza diffusa – sostiene il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio -. Il nostro territorio è sempre più centrale nelle politiche culturali nazionali, riconosciuto come spazio strategico per la valorizzazione e la crescita del patrimonio artistico italiano. L’intera regione si colloca così, con rinnovata autorevolezza, al centro dell’attenzione culturale, trasformandosi in uno scrigno prezioso del patrimonio mondiale, capace di custodire e valorizzare arte, storia e identità».

Un capolavoro fondamentale, che proietta L’Aquila ed il suo Museo Nazionale d’Abruzzo in una nuova dimensione.

Pienamente al centro della geografia culturale nazionale ed internazionale.

«L’arrivo dell’Ecce Homo testimonia il notevole lavoro fatto dal Museo Nazionale d’Abruzzo in questi ultimi anni – sottolinea la direttrice del MuNDA, Federica Zalabra -. L’opera sarà collocata nella sala 9 dedicata alla produzione quattrocentesca in terra d’Abruzzo. La tavola di Antonello, oltre che per la sua indiscutibile qualità pittorica, permetterà al visitatore di avere un quadro ampio della produzione artistica in Centro Italia, caratterizzata dalla presenza della pittura nord europea contemporanea. L’Ecce Homo, come voluto dal Direttore generale Musei, è stato oggetto di un intervento conservativo a cura dell’Istituto Centrale per il Restauro che ha restituito all’opera i colori originali, ora non più velati dalla verniciatura moderna apposta sulla superficie. La tavola è stata inoltre sottoposta ad approfondite indagini diagnostiche che ci permetteranno di studiare il modus operandi di Antonello, in parte ancora sconosciuto, per approdare ad una pubblicazione scientifica che sarà edita nel 2027».

«L’Istituto Centrale per il Restauro, con la Direzione generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale ha accolto la sfida di realizzare la diagnostica più approfondita e il restauro dell’Ecce Homo nei suoi laboratori, nell’ambito di una tradizione di studi sulle opere di Antonello. L’intervento è stato condotto in tempi strettissimi per consentire la sua esposizione al MUNDA, dove i visitatori potranno ammirare la resa degli incarnati, i dettagli e il colore in una veste inedita e spettacolare, arricchita dalle nuove scoperte sulla straordinaria tecnica del maestro messinese», conclude Luigi Oliva, Direttore dell’ICR.