09 Giugno 2026 - 12:30:07

di Marianna Galeota

«Dopo mesi di rassicurazioni sulla sicurezza delle scuole aquilane e a diciassette anni dal terremoto del 2009, è arrivato il momento della trasparenza. Ho presentato due accessi agli atti: il primo ha ricevuto riscontri parziali e incompleti, mentre sul secondo non è ancora pervenuta alcuna risposta. Adesso ho presentato un’interrogazione al Sindaco e alla Giunta per conoscere gli esiti delle verifiche di vulnerabilità sismica effettuate sugli edifici scolastici comunali e per chiarire una serie di questioni che emergono dagli atti amministrativi».

Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Stefania Pezzopane che ha depositato un’interrogazione sottoscritta anche da Stefano Albano (Pd), Paolo Romano (L’Aquila Nuova), Simona Giannangeli (L’Aquila Coraggiosa), Enrico Verini (Progetto Civico), Elia Serpetti (Passo Possibile), Massimo Scimia (Passo Possibile).

«L’Aquila è una città che più di ogni altra conosce il valore della sicurezza e della prevenzione. Per questo ritengo che famiglie, studenti, insegnanti, personale scolastico e cittadini abbiano il diritto di conoscere lo stato reale degli edifici pubblici frequentati ogni giorno da centinaia di persone».

Questa interrogazione si inserisce nella più ampia battaglia che da mesi stiamo conducendo sulla situazione dell’edilizia scolastica aquilana, ancora segnata da ritardi nella ricostruzione, assenza di una programmazione chiara e mancanza di trasparenza sui dati relativi alla sicurezza degli edifici.

L’interrogazione prende le mosse da una serie di atti adottati dal Comune negli ultimi mesi.

«L’esame degli atti amministrativi solleva interrogativi che l’amministrazione non può più eludere. Da una parte, nel gennaio 2025, il Comune ha definito ingiustificati gli allarmi sulla sicurezza delle scuole, affermando che gli edifici interessati possiedono regolari certificazioni di idoneità sismica e statica. Una posizione che arrivava dopo le polemiche suscitate dai dati emersi dagli stessi uffici comunali e resi pubblici dall’opposizione. Dall’altra, successivamente, sono state annunciate ulteriori verifiche di vulnerabilità, è stato affidato all’Università dell’Aquila un incarico di controllo e validazione dei risultati e sono state avanzate richieste di finanziamento per la sostituzione edilizia di alcuni plessi scolastici. È doveroso comprendere quale sia il quadro effettivo che emerge dalle verifiche effettuate».

Particolarmente rilevante appare il caso di alcuni edifici per i quali il Comune ha richiesto risorse per la demolizione e ricostruzione.

«Mi riferisco alle scuole Torrione, Colle Capocroce, Gianni Di Genova e San Francesco. La scelta della sostituzione edilizia rappresenta una decisione importante per il futuro di questi plessi e della loro comunità scolastica. Per questo chiediamo di conoscere quali valutazioni tecniche abbiano portato l’amministrazione a richiedere la demolizione e ricostruzione degli edifici e come tali scelte si inseriscano nel quadro delle verifiche svolte».

Ancora più significativo è il caso della scuola Gianni Di Genova.

«Per questo edificio risultano contemporaneamente una richiesta di sostituzione edilizia e un finanziamento di oltre due milioni di euro destinato al miglioramento sismico della struttura esistente. Si tratta di una situazione che richiede spiegazioni puntuali sul piano tecnico, amministrativo e programmatorio. I cittadini hanno il diritto di sapere quale sia il futuro di quel plesso e quali siano le valutazioni che stanno alla base delle decisioni assunte».

Con l’interrogazione vengono richiesti gli esiti delle verifiche di vulnerabilità sismica eseguite dal 2025 ad oggi, il livello di approfondimento delle analisi effettuate, gli indici di rischio rilevati, i professionisti incaricati, la documentazione tecnica prodotta e lo stato delle attività di controllo e validazione affidate all’Università dell’Aquila.

«La questione più grave è che, ad oggi, il Consiglio comunale, i genitori e la cittadinanza non conoscono gli esiti delle verifiche di vulnerabilità sismica effettuate sugli edifici scolastici. In una città che ha vissuto il terremoto del 2009, la trasparenza dovrebbe essere la regola e non una concessione ottenuta dopo mesi di richieste».

«Da mesi chiediamo chiarezza su questi temi. Lo abbiamo fatto denunciando i ritardi accumulati nella ricostruzione scolastica, l’assenza di una programmazione credibile e le incertezze che ancora gravano sul futuro di numerosi plessi. Continuiamo a ritenere che su questioni che riguardano la sicurezza non possano esistere informazioni accessibili soltanto agli addetti ai lavori».

«La scuola è il primo presidio educativo, sociale e culturale della città. L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026 e non può permettersi di affrontare il tema delle scuole senza una piena assunzione di responsabilità e senza un rapporto trasparente con la comunità. Non stiamo chiedendo rassicurazioni. Stiamo chiedendo dati, documenti e verità amministrativa. Quando si parla di scuole e sicurezza sismica non possono esistere zone d’ombra. L’amministrazione ha il dovere di spiegare alla città quali verifiche sono state svolte, quali risultati abbiano prodotto e quali decisioni intenda assumere per il futuro degli edifici scolastici. La sicurezza non si misura con gli slogan ma con gli atti. E gli atti devono essere conosciuti da tutti»