09 Giugno 2026 - 11:30:10
di Marianna Galeota
Torna dal 25 al 28 giugno al Parco del Castello il Festival delle città del Medioevo, promosso dall’Università degli studi dell’Aquila e dal Comune.
La quarta edizione, curata da Amedeo Feniello e Alfonso Forgione del Dipartimento di Scienze Umane avrà come tema centrale “La pace e la guerra. Mura e ponti“.
Il tema di questa edizione invita a riflettere su una delle tensioni più profonde del Medioevo e, insieme,
della contemporaneità. Pace e guerra non furono allora condizioni eccezionali, ma dimensioni strutturali della vita politica, sociale e culturale: accanto ai conflitti, alle conquiste e agli assedi, si svilupparono pratiche di mediazione, diplomazia, alleanze e riconciliazione che contribuirono a ridisegnare città,
istituzioni e comunità.
Mura e ponti diventano così immagini potenti e concrete. Le mura segnano difesa, identità, confine, ma anche paura dell’altro; i ponti, al contrario, rappresentano passaggio, scambio, incontro, relazione. Nel Medioevo, come oggi, non sono soltanto strutture fisiche: sono metafore politiche e civili, strumenti attraverso cui una società decide se chiudersi o aprirsi, separare o connettere, escludere o
includere.
Saranno quattro giornate di incontri, lezioni e dialoghi che porteranno in città storici, archeologi, architetti, storici dell’arte, studiosi e protagonisti della scena culturale italiana.
Tra gli ospiti Duccio Balestracci, Anna Foa, Alessandro Vanoli, Franco Cardini, Lella Costa, Marina Montesano, Antonio Brusa e Dario Fabbri, con i dialoghi condotti da Giovanni Carletti.
La terza edizione del Festival è stata presentata questa mattina dal sindaco Pierluigi Biondi, dal rettore di Univaq Fabio Graziosi e dai docenti Feniello e Forgione.
«Abbiamo scelto come tema la guerra e la pace con un sottotitolo mura e ponti: l’obiettivo è raccontare la guerra nel Medioevo, questa antica festa crudele come l’ha definita il grande storico Franco Gardini. Guerra significa anche molto altro: assedi, tregue, paci, alleanze. Lo sguardo non è rivolto solo all’Italia, ma cercheremo di ampliare lo spazio al mondo europeo ed extraeuropeo. L’ultima giornata sarà dedicata all’Aquila e al territorio, come da tradizione, alla storia e alle mura. Quest’anno abbiamo diviso il festival in tre parti: la prima più storico-divulgativa, una seconda di dialoghi e la sera avremo i nostri eventi clou, con Lella Costa, Dario Fabbri, Alessandro Vanoli», ha detto Feniello.
«Voglio ricordare l’impegno del compianto rettore Alesse con cui parlammo per la prima volta di questa iniziativa che nel frattempo è diventata un appuntamento stabile per la città – ha commentato Biondi – Il Comune ha incrementato il contributo per la realizzazione di questa iniziativa. Quest’anno siamo arrivati a 75 mila euro. Ci sarà un parterre molto importante di storici, narratori, divulgatori che parleranno di un tema molto attuale come quello della guerra e della pace e della costruzione di muri e ponti. Sono grato all’Ateneo per l’impegno che mette su questa iniziativa che sarà uno degli elementi qualificanti dell’Aquila capitale della Cultura».
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