12 Giugno 2026 - 15:49:19

di Redazione

A Goriano Valli, frazione di Tione degli Abruzzi nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino, grande partecipazione per “Ju Sbannmend‘”, la manifestazione che rinnova l’antica tradizione di esporre dalle case le migliori coperte del corredo durante la processione del Corpus Domini.

Oltre duecento storiche coperte, simbolo identitario d’Abruzzo, patrimonio materiale e affettivo legato alla storia della lana, della transumanza e delle antiche arti tessili, hanno acceso di colori il paese in un grande racconto collettivo, con le trame della cura e della memoria condivisa.

Ogni coperta esposta ha narrato una storia degli abitanti di Goriano Valli e delle numerose persone venute da ogni parte d’Abruzzo, libri intrecciati della sapienza di donne che hanno saputo tramandare per generazioni questi manufatti, mutando oggetti d’uso quotidiano in autentici scrigni di memoria.

L’iniziativa è stata promossa dalla cooperativa di comunità Cuore delle Valli, dal MuDi Museo Diffuso Sirente-Velino e dalla rete BorghiIN, nell’ambito del progetto IN Abruzzo, piano di sviluppo e coesione del Ministero del Turismo – Avviso “Montagna Italia”, con il patrocinio del Parco Naturale Regionale Sirente Velino, dell’USRC, Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei comuni del Cratere, del Comune di Tione degli Abruzzi, del circolo Vallese ASD e di altri partner territoriali.

Un’esperienza partecipata di valorizzazione culturale e sociale, che rinnova una tradizione antica in uno strumento contemporaneo di incontro, accoglienza e rigenerazione.

Rilevante la presenza della rete regionale BorghiIN, che ha scelto proprio Goriano Valli per realizzare il Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo, in programma a settembre.

«Ju Sbannmend’ ha riaperto case, intrecciato relazioni e riacceso quel bisogno di paese, di identità e di radici che vive in ciascuno di noi. In una società sempre più composta da individui, questa festa ha ricordato il valore profondo dell’essere comunità», afferma Maria Grazia Guidone, consigliera delegata della cooperativa di comunità Cuore delle Valli e ideatrice dell’evento.

Dopo il tradizionale giro della banda musicale tra le vie del paese, la processione del Corpus Domini, accompagnata dalla storica Congrega di Santa Maria del Ponte e dal Coro di Fontecchio, si è svolta tra i petali di fiori e i motivi dei tessuti, in uno scenario di grande suggestione.

Tra i momenti più significativi della giornata, il talk con Assunta Perilli, custode dell’arte della tessitura tradizionale, Olga Perticara, CEO dell’Arcolaio e l’eccezionale presenza di Gaetano Merlino, erede della storica famiglia che ha reso celebri nel mondo le coperte abruzzesi; un confronto che ha spinto a riflettere su un possibile rilancio in ottica contemporanea.

Numerosi anche i rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale abruzzese, tra cui Gino Bucci, creator della pagina L’Abruzzese fuori sede, Massimo Santilli e Amedeo Di Nicola.

A Gaetano Merlino è stato assegnato l’annuale premio “L’Abruzzese in ogni casa, un’opera di Callisto di Nardo che simboleggia la rinascita attraverso i colori della coperta.

L’intenso programma della giornata ha visto, inoltre, visite guidate al MuDi – Museo Diffuso del Sirente Velino, il tour narrato delle coperte accompagnato dalla musica popolare dei Vitivinicola, la realizzazione di una tela di comunità in piazza e la presenza di artigiani locali.

Una lunga coperta è stata posizionata anche sull’antica torre medievale, verso la valle, come simbolo di cura, appartenenza e legame con il territorio.

Il pranzo comunitario, dedicato alla cucina pastorale abruzzese, ha poi rappresentato un ulteriore momento di convivialità, in un clima accogliente di festa.

Con Ju Sbannmend, Goriano Valli ha restituito vita a una tradizione che non appartiene soltanto al passato, ma continua a parlare al presente e alle prossime generazioni. Le coperte affacciate alle finestre sono diventate il simbolo di una comunità che custodisce la propria memoria, la condivide e la trasforma in una risorsa per immaginare nuovi futuri nei paesi dell’Appennino.