12 Giugno 2026 - 11:15:54
di Tommaso Cotellessa
Negli ultimi cinque anni in Italia è raddoppiato il numero di minorenni, tra i 15 e i 17 anni, impegnati in attività lavorativa, passando da 35.505 appunto a 81.565 unità. A certificarlo è Unicef Italia che in occasione della Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile ha presentato il 4° Rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Il report diffuso dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia racconta di un fenomeno diffuso lungo tutta la penisola, coinvolgendo anche l’Abruzzo.
Nella nostra regione, infatti, ad essere impegnato in attività lavorative è l’8,19% dei minorenni. Un dato considerevole anche se non paragonabile a quello di regioni come il Trentino Alto Adige che, registrando l’incidenza più elevata nella classifica, raggiunge una percentuale del 22,54%, seguito dalla Valle d’Aosta che si attesta al 17,46%. Dietro l’Abruzzo troviamo invece Marche (7,12%), Puglia (6,35%) e Molise (6,08%).
I settori dove i minori sono maggiormente impiegati sono il lavoro dipendente (esclusi operai agricoli e domestici) e il settore agricolo. Le posizioni che hanno mostrato incrementi maggiori nel periodo preso in esame sono: dipendenti (esclusi operai agricoli e domestici), collaboratori e professionisti della Gestione separata e gli operai agricoli.
Andando poi a contestualizzare a livello temporale il fenomeno emerge che nel 2024 i lavoratori minorenni erano 80.991 mentre nel 2025 sono arrivati a 81.565. Ma se si considera il quinquennio tra il 2020 e il 2025, come già detto, il numero è più che raddoppiato.
Il coinvolgimento dei giovanissimi nel mondo del lavoro, oltre a rappresentare un rischio per la formazione di questi ultimi porta con sé anche tutte le criticità presenti nella fascia dei lavoratori adulti.
Gli infortuni mortali in occasione di lavoro e in itinere sono stati 7 nel 2024 e 18 complessivamente nel quinquennio 2020-2025.
Quanto alle denunce di infortunio dei lavoratori entro i 17 anni di età fra il 2020 e il 2024: il dato più basso si registra nel 2020 (5.815) – periodo del Covid – nel 2023 era di 18.820 e 18.617 nel 2024.
Nel quinquennio 2020- 2024, le cinque regioni con le percentuali di denunce di infortunio più alte, relative ai lavoratori minorenni di 15-17 anni, sono Lombardia (21,27%), Veneto (12,10%), Emilia-Romagna (10,94%), Piemonte (9,11%) e Trentino-Alto Adige (7,12%), le quali coprono il 60,54% delle denunce di infortunio sul territorio nazionale nel quinquennio esaminato.
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