13 Giugno 2026 - 18:06:06

di Tommaso Cotellessa

Con una nota pubblicata sui propri canali social ufficiali, l’Università degli Studi dell’Aquila ha voluto aprire una riflessione sulle modalità con cui studentesse e studenti celebrano il conseguimento della laurea.

Il messaggio, diffuso al termine di una giornata di sessioni di laurea, mette al centro il valore della festa e della condivisione per un traguardo importante, ma richiama al tempo stesso il rispetto degli spazi comuni e delle persone che quotidianamente vivono l’università.

A corredo della comunicazione, una fotografia particolarmente eloquente: il Dipartimento di Scienze Umane quasi completamente avvolto da una fitta nube di fumo generata da un fumogeno. Un’immagine che potrebbe sembrare tratta da uno scenario apocalittico e che invece documenta alcuni episodi verificatisi durante i festeggiamenti di laurea.

Il Dipartimento di Scienze Umane avvolto da fumogeni, scatto ripreso dalla pagina Facebook di Univaq

«Le lauree – si legge nella nota dell’Ateneo – sono uno dei momenti più belli della vita universitaria. Sono il coronamento di anni di studio, sacrifici, emozioni condivise con famiglie e amici. È giusto festeggiare, è giusto gioire».

L’Università sottolinea però come alcune modalità celebrative stiano progressivamente superando il confine della semplice festa. «Quello che si vede sempre più spesso, e che questa immagine documenta chiaramente, non è più una semplice festa. Fumogeni, fumo denso, schiamazzi e situazioni che mettono in difficoltà chi transita negli spazi pubblici rischiano di trasformare una giornata di felicità in un problema per tutti».

L’Ateneo ricorda come l’università sia un luogo aperto e condiviso, frequentato non soltanto dagli studenti ma anche da personale amministrativo e docente, cittadini, anziani, bambini e persone con disabilità. «Rendere impraticabili gli spazi, limitare la visibilità o creare situazioni di disagio non significa festeggiare: significa non rispettare gli altri».

Da qui l’invito a trovare un equilibrio tra la legittima soddisfazione per il risultato raggiunto e la tutela della vivibilità degli spazi comuni. «La gioia per un traguardo così importante merita di essere celebrata, ma senza che la festa degeneri e senza che il diritto di alcuni diventi un disagio per tutti gli altri».

L’Università dell’Aquila conclude quindi con un appello alla responsabilità collettiva, auspicando una riflessione condivisa sulle forme dei festeggiamenti: «Forse è arrivato il momento di aprire una riflessione seria su come conciliare la legittima felicità dei neolaureati con il rispetto degli spazi comuni, dell’ambiente urbano e delle persone che quei luoghi li vivono ogni giorno. Festeggiare sì. Degenerare no. La libertà di celebrare un successo non può prescindere dal rispetto della comunità».