14 Giugno 2026 - 14:10:51

di Vanni Biordi

C’è un numero presentato come una buona notizia, i prestiti alle imprese italiane sono cresciuti di 9,7 miliardi, un più 1,5 per cento. Letto da L’Aquila, Teramo, Pescara e Chieti, racconta l’opposto. In Abruzzo gli impieghi vivi alle imprese sono scesi di 73,6 milioni, un meno 0,8 per cento, controtendenza rispetto al resto del Paese.

Il dato più severo riguarda le micro e piccole imprese, sotto i venti addetti, ossatura del tessuto produttivo regionale. In un anno hanno perso quasi cento milioni, un meno 5,5 per cento, peggiore della media nazionale, fermatasi al meno 4,8.

Tra le quattro province, L’Aquila paga il conto più alto, con un calo del 7,9 per cento, tra i più marcati in Italia. Segue Teramo al meno 7, poi Chieti al meno 4,6 e infine Pescara, la meno colpita, al meno 3,1. Quattro segni negativi, nessuna eccezione.

Secondo l’Ufficio studi della CGIA, dietro questi numeri non c’è una scelta improvvisa delle banche, ma una trasformazione dei criteri con cui viene valutato il rischio. Gli accordi di Basilea III e la riduzione delle filiali hanno indebolito la conoscenza diretta dell’imprenditore che per decenni ha fatto da garanzia. Il rischio, scrive la CGIA, è quello di “un’economia a due velocità”.

Esiste anche un’altra lettura, meno raccontata. Le piccole imprese, infatti, dopo la fase di sostegno pubblico legata alla pandemia, chiedono meno prestiti e rinviano gli investimenti. Una prudenza comprensibile. Ma tra le due ipotesi, quella più convincente resta la prima, perché spiega per quale motivo il fenomeno colpisca in modo identico tutte le province abruzzesi, senza eccezioni.

C’è un aspetto che vogliamo far presente ai nostri lettori e che nessuna tabella racconta. Un aspetto che in Abruzzo pesa più che altrove. La provincia più penalizzata, L’Aquila, è anche quella a maggiore vocazione montana e a minore densità di filiali bancarie. Se il nuovo modello creditizio premia chi ha storia, dati e prossimità fisica con la banca, le aree interne restano più lontane da tutto, comprese le banche. Una distanza che oggi si misura anche in punti percentuali. Bisognerebbe riflettere molto su questo.