14 Giugno 2026 - 09:43:33

di Martina Colabianchi

L’Abruzzo nel 2025 ha prodotto quasi 2,3 milioni di ettolitri di vino, seppur con una leggera contrazione rispetto al 2024 (-1,1%).

Lo dicono i dati snocciolati in occasione degli Stati Generali e della Convention Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, svoltisi insieme in una tre giorni a Bari.

L’appuntamento si è svolto in una fase di profonda trasformazione per il comparto vitivinicolo italiano, che conferma la propria centralità economica e produttiva. Secondo ISMEA – Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, il vino italiano nel 2025 vale 14 miliardi di euro di fatturato, pari al 10% del fatturato agroalimentare nazionale, con una produzione di quasi 44,4 milioni di ettolitri, confermandosi leader mondiale.

Sul podio troviamo il Veneto (12,4 milioni di ettolitri, 28% della produzione totale), la Puglia (8,4 milioni di ettolitri, 19%) e l’Emilia-Romagna (6,4 milioni di ettolitri di vino, 14%).

In Abruzzo la filiera è composta da più di 14.000 imprese viticole, di cui circa 7.000 per vini IG, e oltre 34.600 ettari vitati.

È proprio dentro questo scenario che si è inserito il confronto promosso da AIS a Bari. Al centro dei lavori, il tema del “fare sistema” come risposta alla complessità del mercato, alla trasformazione dei consumi e alle nuove sensibilità delle giovani generazioni. Nella sua relazione programmatica, il Presidente di AIS Italia Sandro Camilli, ha ribadito il ruolo dell’Associazione come piattaforma di raccordo tra filiera, istituzioni, scuole e territori.

«Per garantire la solidità del comparto occorre generare valore con un raccordo etico tra chi produce, governa, vive i luoghi e forma – ha dichiarato Camilli -. L’AIS agisce qui. Attraverso la guida, i corsi e gli eventi diamo voce alle eccellenze e costruiamo una rete di ambasciatori; con le borse di studio per le scuole ne ribadiamo il valore educativo e sociale. Divulgare questa visione eleva la percezione del vino e ne promuove un consumo culturale, garanzia per il futuro del mercato. Questa è la cerniera di cui ha bisogno il Sistema Paese».