16 Giugno 2026 - 11:49:21
di Redazione
In Italia dal 31 dicembre del 2018 è possibile, per ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, la redazione del cosiddetto “testamento biologico”, tecnicamente chiamato Disposizione Anticipata di Trattamento, o DAT.
Si tratta di un documento depositato in Comune nel quale si stabiliscono le modalità di cura e trattamento accettate dall’individuo nel momento in cui, per incidenti o malattie gravi, dovesse trovarsi in condizione di non poter determinare la propria volontà.
L’associazione Luca Coscioni, al centro delle battaglie che hanno portato alla legge 219 del 2017 che ne garantisce l’attuazione, ha censito oltre 278 mila DAT in oltre 6600 Comuni italiani, registrando una crescita di circa 18 punti percentuali dal 2023.
È il segno di una società che, nonostante le persistenti differenze geografiche, sta approcciando con interesse crescente al tema della determinazione delle proprie volontà future grazie a questo strumento previsto in circa 50 Paesi in tutto il mondo.
L’Italia vede nell’area di Nord Est un maggiore ricorso alle DAT, con circa una ogni 133 maggiorenni, che scendono a una ogni 194 nel Centro della penisola e una ogni 217 nel Sud. Allo stesso modo i capoluoghi di Provincia maggiormente interessati si trovano nel Centro Nord, con Bolzano, Varese e Cuneo dove ha fatto ricorso alla DAT rispettivamente un maggiorenne su 60, su 71 e su 83.
In crescita la posizione dell’Abruzzo, che con i suoi oltre 8300 testamenti biologici è la seconda Regione più interessata in Italia, con una Disposizione Anticipata di Trattamento ogni 117 maggiorenni, seconda solo a quella del Trentino Alto Adige, a quota 93.
Su oltre 969mila cittadini maggiorenni, infatti, sono state depositate in totale 8306 Disposizioni Anticipate di Trattamento, di cui 6351 già inviate nella Banca Dati. A brillare nei dati provinciali è il pescarese, con un testamento biologico ogni 74 abitanti, seguito dalla provincia di Teramo che arriva a contarne uno ogni 90. Nel chietino è stata registrata una Disposizione Anticipata di Trattamento ogni 152 cittadini mentre la provincia dell’Aquila si dimostra la meno interessata a questo strumento, con un testamento biologico ogni 365 abitanti.
Tra i capoluoghi di Provincia primeggia Pescara, con una DAT ogni 124 abitanti, seguita da Teramo che ne conta una ogni 167 abitanti. Escludendo Chieti, per cui l’ultimo dato disponibile risale al 2022, chiude la classifica il Comune capoluogo di Regione, che si conferma il meno attento al tema, con 111 DAT, vale a dire una ogni 537 cittadini maggiorenni.
A influire particolarmente sulla distribuzione territoriale, ricordano dall’associazione Luca Coscioni, è spesso la scarsa informazione sul tema, che nonostante stia sperimentando una crescita importante, coinvolgerebbe ancora una nicchia troppo esigua. Per questo lo stesso team associativo ha attivato il servizio gratuito del Numero Bianco, dedicato alla soluzione i dubbi della popolazione e a chiarire le modalità di accesso alla DAT.
«L’obiettivo – chiudono dall’associazione – è coinvolgere quante più persone possibili e sensibilizzare sul diritto che garantisce la scelta delle modalità del proprio fine vita.»
LAQTV Live