16 Giugno 2026 - 18:46:30

di Martina Colabianchi

Resta in carcere il diciottenne arrestato il 24 ottobre scorso con l’accusa di aver violentato e ricattato, lo scorso anno a Sulmona, una ragazzina di dodici anni insieme a due complici minorenni, questi ultimi già condannati in primo grado.

Lo ha stabilito il gip del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, respingendo l’istanza di scarcerazione. Il giovane è l’unico dei tre presunti responsabili a trovarsi ancora dietro le sbarre, dato che i due minori sono stati trasferiti in una comunità di recupero già da diversi mesi.

La sentenza con rito abbreviato a carico del maggiorenne era attesa per oggi, ma l’udienza è slittata. Il rinvio è legato alla richiesta avanzata dal suo difensore, l’avvocato Alessandro Scelli, di disporre una perizia sul contesto sociale e familiare in cui il giovane, residente in un comune della Valle Peligna, è cresciuto.

Il giudice ha accolto l’istanza e il prossimo 7 luglio conferirà l’incarico alla dottoressa Maria Grazia Marinangeli per delineare il quadro antropologico e sociale dell’imputato. Si tratta di un tentativo della difesa di individuare elementi attenuanti a fronte di un quadro probatorio definito corposo, che poggia sulla testimonianza della vittima, oltre che su chat, messaggi e video pornografici.

Nel frattempo, la vittima si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Maria Grazia Lepore, avanzando una richiesta di risarcimento danni pari a 200mila euro.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, la bambina è stata costretta per quasi sei mesi a subire violenze sessuali di gruppo all’interno di un sottoscala del parcheggio di Santa Chiara, a Sulmona. I tre aguzzini la tenevano sotto ricatto con la minaccia di diffondere i video pedopornografici che registravano durante gli abusi.

Un incubo terminato ad agosto dello scorso anno quando uno dei filmati è finito all’interno di una chat tra coetanei. A quel punto la dodicenne ha trovato la forza di chiedere aiuto componendo il numero d’emergenza 114, facendo scattare le indagini, le perquisizioni e i successivi arresti.

Per quanto riguarda gli altri due responsabili minori d’età, la condanna con rito abbreviato è arrivata ad aprile scorso: il giudice ha inflitto 4 anni e mezzo di reclusione al quattordicenne e 3 anni e 8 mesi al diciassettenne.