18 Giugno 2026 - 11:38:57
di Vanni Biordi
L’Aquila accoglie l’innovazione tecnologica tra le mura della Fondazione Carispaq, dove le istituzioni si interrogano sul destino digitale delle nostre comunità, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza celebra le sue scadenze, i sindaci si confrontano con flussi invisibili di dati che ridefiniscono il volto della sfera pubblica.
La quarta tappa del viaggio promosso da Associazione Nazionale Comuni Italiani e Dipartimento del Consiglio dei Ministri per la trasformazione digitale dimostra che l’architettura digitale dell’Italia interna non è una questione di cavi o di codici informatici, si tratta di una questione di sopravvivenza sociale.
Come ha spiegato ai nostri microfoni Mauro Savini, responsabile innovazione tecnologica e trasformazione digitale per Anci Nazionale «lo scopo di questo appuntamento è incontrare i Comuni per sentire da loro cosa hanno fatto con le risorse che il dipartimento per la trasformazione digitale ha messo a disposizione. Sono stati fatti investimenti importanti sui servizi digitali per i cittadini, sulle piattaforme nazionali; ora il momento di capire dalla voce dei Comuni cosa sta succedendo e come si può continuare ad investire per migliorare i servizi ai cittadini e alle imprese e in generale per migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione locale».
I piccoli centri dell’Appennino rischiano, infatti, un nuovo isolamento se privati di un’adeguata scorta tecnologica, la digitalizzazione accelera i processi ma svela le fragilità storiche dei nostri municipi. L’introduzione della piattaforma Send per le notifiche digitali a valore legale rappresenta una svolta strutturale, l’efficienza rischia di trasformarsi in una fortezza vuota se manca il personale in grado di governare i nuovi sistemi. I funzionari pubblici combattono una battaglia quotidiana contro la povertà delle competenze, lo sforzo economico dello Stato rischia di scontrarsi con una realtà demografica complessa, molto difficile.
A testimoniare la buona prestazione delle pubbliche amministrazioni locali è stata Chiara Daneo, relazioni istituzionali del Dipartimento per la trasformazione digitale del Consiglio dei ministri, la quale ha spiegato che «l’Abruzzo ha avuto un’ottima performance per quanto riguarda la trasformazione digitale della pubblica amministrazione, in particolare i Comuni sono andati benissimo, il 99% ha emigrato i propri dati in cloud e hanno avuto un’ottima performance anche le piattaforme nazionali che ormai consentono ai cittadini di accedere a moltissimi servizi digitali. Vogliamo raccontare questo percorso di valore a livello nazionale che vede protagonisti anche i Comuni abruzzesi».
In questo contesto è però la sicurezza informatica il vero pilastro della realtà locale, i laboratori tecnici organizzati con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale confermano che la minaccia si sposta sui piccoli enti, meno protetti e più vulnerabili. I pirati della rete non colpiscono soltanto i ministeri, paralizzano i servizi essenziali dei piccoli centri, bloccando l’anagrafe o i sussidi sociali. Lo Stato centrale offre strumenti e piattaforme, la continuità operativa oltre la stagione del denaro europeo rimane un’incognita che preoccupa gli amministratori locali.
Presente fra i relatori dell’iniziativa anche Angelo Bernardi referente per la Cybersicurezza del Comune dell’Aquila e delle partecipate, il quale ha affermato che «ciò che conta oggi è mostrarsi all’altezza della sfida della cybersicurezza dimostrando resilienza attraverso una struttura che sia in grado di garantire la continuità dei servizi, la protezione dei dati. La vera sfida, infatti, non è tanto saper prevenire gli attacchi ma sapersi difendere dopo averli subiti, riducendo il tempo di ripristino delle funzioni».
C’è, tuttavia, l’illusione che la tecnologia possa sostituire il tessuto sociale, la burocrazia immateriale dimentica troppo spesso il cittadino anziano delle aree interne, isolato da interfacce complicate. La transizione digitale deve allora conservare un’anima umana, la modernità non può essere una clessidra che corre contro il diritto all’inclusione, il successo della transizione si misurerà sulla capacità di non lasciare indietro nessuno, proteggendo le comunità montane dalle incursioni del crimine informatico. Il digitale è un mezzo potente, il fine ultimo deve restare la vicinanza dello Stato ai suoi figli più deboli ed esposti.
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