18 Giugno 2026 - 16:43:46

di Martina Colabianchi

«Non c’è nessun avanzo nella sanità dell’era Marsilio. La solita comunicazione da imbroglioni indurrebbe a pensare il contrario: cercano di spacciare per un avanzo di 34 milioni, un deficit di 80. Restano comunque 80 milioni di disavanzo, una cifra enorme che conferma come la sanità abruzzese continui ad avere i conti in rosso».

È duro il commento del capogruppo dem in Consiglio regionale Silvio Paolucci sui dati diffusi dall’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, che ha annunciato che i conti 2025 del sistema sanitario abruzzese chiudono in equilibrio e con un avanzo di circa 34 milioni di euro.

Ma la sanità in Abruzzo si conferma, ancora, il principale terreno di scontro politico tra maggioranza e opposizione. Paolucci ha annunciato un immediato accesso agli atti per verificare i verbali ministeriali e ha sollevato forti dubbi sull’origine di questo presunto miglioramento, chiedendo a Marsilio e Verì di spiegare se i dati derivino da risparmi strutturali o da tagli alle prestazioni sanitarie che i cittadini vivono sulla loro pelle.

«E anche sull’Irpef – prosegue Paolucci – si cerca di spacciare per notizia ciò che è semplicemente una tardiva presa d’atto delle richieste che il Partito Democratico avanza da mesi. Siamo stati noi a chiedere, con una risoluzione votata in Consiglio, che una parte dei sacrifici fiscali imposti ai cittadini da Marsilio venisse restituita attraverso una compensazione fiscale, se il deficit si fosse ridotto. Dopo aver messo le mani nelle tasche degli abruzzesi per coprire i buchi della loro gestione, oggi scoprono improvvisamente che famiglie e imprese tartassate da Marsilio & Co hanno bisogno di una risposta. Ne siamo contenti, come si dice: meglio tardi che mai».

«La verità è che questa maggioranza, in quasi due mandati – prosegue -, non è stata capace di mettere in campo una sola misura significativa a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e della competitività delle imprese ma al contrario li ha supertassati, oltre a tagliare i servizi. Oggi prova a intestarsi come successo persino la restituzione di una parte di ciò che ha prima tolto e provano a trasformare la riduzione di un deficit da 113 milioni a 80 addirittura come un avanzo: non c è mai fine al peggio, in quanto a faccia tosta. Resta poi il quadro che i Tavoli ministeriali continuano a descrivere: una regione che è l’unica in piano di rientro a registrare un peggioramento dei risultati economici, con criticità aperte sui conti, ritardi sulla medicina territoriale, Case della Comunità e Ospedali di Comunità ben lontani dagli obiettivi del PNRR, liste d’attesa fuori controllo e una mobilità passiva che costa quasi 90 milioni di euro all’anno».

«Non basta abbassare di qualche decina di milioni un deficit gigantesco per parlare di miracolo. Dopo otto anni di governo, i cittadini continuano ad avere più tasse, meno servizi e tempi di attesa insopportabili. Questa è la realtà, il resto è propaganda. Aspettiamo di leggere le carte. Perché la differenza tra gli annunci e la verità, in sanità – conclude il capogruppo Pd -, si misura nei documenti e nella vita quotidiana degli abruzzesi».

Non si è fatta attendere la risposta della maggioranza, affidata alle parole del capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia, che accusa l’opposizione di fare pura strumentalizzazione e di ignorare volutamente i dati dei bilanci consuntivi approvati dalla Giunta.

«Il consigliere Paolucci sceglie la strada della polemica e della propaganda, ignorando i dati ufficiali» replica Verrecchia. «I bilanci certificano che il sistema sanitario regionale chiude i conti in equilibrio e con un avanzo di circa 34 milioni di euro. Non lo dice Fratelli d’Italia, ma lo attestano gli atti ufficiali».

Secondo la ricostruzione di Verrecchia, il disavanzo complessivo delle sole Asl è sceso a 74 milioni (rispetto ai 103 dell’anno precedente). Questo dato, sommato alle risorse della Gestione sanitaria accentrata (Gsa) — che Verrecchia sottolinea essere sempre state utilizzate per il calcolo complessivo, anche dallo stesso Paolucci quando era assessore —, porterà il saldo finale in attivo di 34 milioni.

Verrecchia difende l’operato del governo regionale, parlando di una «decisa inversione di tendenza» e sposta l’attenzione sulle cause strutturali del debito, legato a criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale che penalizzano le regioni meno popolate. Infine, sull’alleggerimento dell’addizionale Irpef, Verrecchia frena, spiegando che la maggioranza valuterà ogni misura utile solo dopo la validazione ministeriale dei risultati.

La parola passa ora al Tavolo di monitoraggio ministeriale, l’organo tecnico che dovrà dare il giudizio definitivo sui conti e stabilire chi, tra maggioranza e opposizione, ha letto correttamente le carte.