18 Giugno 2026 - 13:09:42

di Tommaso Cotellessa

Un fermaglio per capelli di colore rosso. Questo il primo vero indizio emerso nell’ambito dell’indagine relativa alla scomparsa delle due sorelle, Sarah e Alisya di 12 e 16 anni, disperse 11 giorni fa nel comune di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.

L’oggetto è stato ritrovato lungo il sentiero che attraversa l’area che circonda la casa famiglia in cui le due ragazzine erano ospitate. Al fine di condurre tutte le verifiche del caso i carabinieri hanno provveduto alla recinsione dell’area e alla chiusura della strada di accesso alla struttura.

L’ipotesi, avanzata da Alessia Natali referente della sezione territoriale per l’Abruzzo di Penelope l’associazione che si occupa di supporto alle famiglie di persone scomparse, è che il fermaglio appartenga alla piccola Sarah che l’avrebbe perso allontanando si da casa.

Si tratta del primo apparente segnale concreto che scuote la ricerca delle due sorelle, di cui non sembra non si riesca a reperire alcuna traccia. La scoperta del fermaglio ha perciò consegnato una nuova speranza agli operatori impiegati nelle operazioni di ricerca.

I mezzi impegnati nelle ricerche delle due ragazzine si stanno ora orientando verso il monte in direzione della riserva naturale La Camosciara nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. In azione nell’area anche un drone dei vigili del fuoco.

L’obiettivo è quello di setacciare l’intera area nella speranza di ritrovare al più presto Sarah e Alisya. E orelle scomparse, perquisiti casolari vicino Cassino e una serie di perquisizioni è stata compiuta anche nel Cassinate.

Massimo riserbo del procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci, che sul tema non ha voluto rilasciare dichiarazioni limitandosi a non smentire la notizia.

Le perquisizioni compiute nel cassinate hanno riguardato in particolare alcuni casolari in zone di campagna. Una decisione arrivata a poche ore dalle dichiarazioni del fidanzatino della sorella maggiore, Alysia, che ha ammesso agli inquirenti di sospettare che le ragazze fossero in un luogo segreto con dei parenti che le avrebbero aiutate nella fuga. Ipotesi, nessuna certezza, ma gli investigatori non vogliono lasciare nulla di intentato.

È in atto un lavoro congiunto tra la procura di Sulmona e quella di Cassino, il cui Palazzo di Giustizia segue da anni le vicende della famiglia: a Cassino è radicata la competenza per la causa di separazione tra i genitori delle due ragazze.