19 Giugno 2026 - 19:46:58
di Vanni Biordi
L’Aquila ha accolto per il secondo anno consecutivo la Nazionale italiana di rugby maschile. Dal 14 giugno, trentatré atleti azzurri si sono ritrovati nel capoluogo abruzzese per prepararsi al tour estivo 2025 sotto la guida del commissario tecnico Gonzalo Quesada. La scelta non è nuova. È una conferma. Il raduno all’Aquila precede tre test match di peso come la sfida contro la Namibia a Windhoek il 27 giugno, e i due confronti con il Sudafrica previsti il 5 luglio a Pretoria e il 12 luglio a Port Elizabeth. Un percorso esigente, costruito su fondamenta solide.
«La prossima stagione sarà molto importante, l’ultima prima del Mondiale, puntiamo ad avere un’idea di massima su chi coinvolgere verso la Rugby World Cup 2027 e a espandere la profondità della rosa», ha dichiarato Quesada. Sono sette gli esordienti in rosa e sono tanti i ritorni.
Il commissario tecnico punta su un equilibrio tra giovani e veterani, con un orizzonte ben definito verso il Mondiale 2027. Tra le novità, Pablo Dimcheff, tallonatore in forza al Colomiers con nonni materni di origine calabrese, alla prima convocazione assoluta con la Nazionale maggiore. Il legame tra la città capoluogo d’Abruzzo e la palla ovale non si esaurisce nell’ospitalità.
L’Aquila Rugby Club, fondato nel 1936, è stato per decenni uno dei club più rappresentativi del panorama nazionale, capace di formare atleti come Andrea Masi e Andrea Lo Cicero. Lo stadio “Fattori”, inaugurato nel 1933 e intitolato al pioniere del rugby aquilano Tommaso Fattori, ha ospitato nel corso degli anni numerosi incontri della Nazionale italiana.
Quello che raramente viene detto, e che merita attenzione, è che L’Aquila non è semplicemente una cornice suggestiva per un raduno sportivo. È una città che ha attraversato il terremoto del 2009 senza smettere di praticare il rugby: la prima partita giocata in città dopo il sisma fu proprio un incontro di rugby, tra L’Aquila e Viadana. Scegliere questo luogo per preparare la squadra verso un Mondiale significa riconoscere anche quella continuità morale, quella tenacia civile che lo sport, quando è autentico, non dimentica.
«Rivolgo il benvenuto al commissario tecnico Gonzalo Quesada, agli atleti e a tutto lo staff della Nazionale, con l’augurio che possano vivere un’esperienza positiva nella nostra città e sentire ancora una volta il calore e l’affetto che l’Aquila ha sempre riservato al rugby italiano» ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. Al termine dell’allenamento aperto di lunedì sarà possibile incontrare Lamaro e compagni per autografi e foto.
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