20 Giugno 2026 - 15:54:35
di Martina Colabianchi
È probabile che le due sorelle minorenni Alisya e Sarah, scomparse ormai da oltre dieci giorni da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, siano con qualcuno.
A dirlo è il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, che ha precisato come sia difficile ipotizzare un’autogestione da parte di due bambine quando passa un tempo così lungo dalla loro scomparsa.
Per quanto riguarda le ricerche in corso, secondo il procuratore «è logico che si va alla ricerca delle persone scomparse in tutti i territori in cui possono esserci dei punti di riferimento, supporto al fatto che si nascondono».
Proprio sul fronte delle ricerche, secondo quanto riferito dall’associazione Penelope Abruzzo, presto dovrebbe arrivare sul posto il cosiddetto ‘Life Seeker‘, un dispositivo utilizzato nelle operazioni di ricerca e soccorso per localizzare telefoni cellulari e creare una rete temporanea di comunicazione nelle aree prive di copertura.
«Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene», ha detto Stefano Di Giacinto, padre di Sarah e Alisya. A riferire le sue parole è stata Alessia Natali, referente dell’associazione Penelope.
«Ha una sensazione positiva, mista tuttavia a molta preoccupazione e ansia – ha proseguito Natali -. Io penso che le ragazze siano uscite dalla struttura aiutate da qualcuno che conosceva la casa famiglia, aiutandole a passare attraverso punti bui, come quello della finestra rotta. Potrebbero aver percorso una parte del sentiero che dalla struttura conduce verso la Camosciara, non da sole ma supportate da qualcuno che conoscono e di cui si fidano. Da lì, alle prime luci dell’alba, qualcuno potrebbe averle fatte salire in auto per poi procedere verso Pescasseroli».
Natali ha poi riferito di non aver avuto alcun tipo di contatto con la madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, né con il suo compagno, che nei giorni scorsi hanno lanciato appelli per il ritrovamento delle giovani. «Conosco invece la compagna di Stefano: tutto si è mosso grazie a lei – conclude -. È stata lei a contattare la nostra associazione. È una persona che non sta con le mani in mano e aveva un buon rapporto con le ragazze».
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