21 Giugno 2026 - 08:27:22
di Martina Colabianchi
Il voto alle donne, l’Assemblea Costituente, i diritti conquistati e quelli rimasti ancora solo sulla carta. Tutti temi al centro del libro “La Promessa” di Marianna Aprile, presentato dalla scrittrice e giornalista alla libreria Colacchi dell’Aquila. Con lei, la presidente della giuria del Premio Nazionale Laudomia Bonanni Stefania Pezzopane e Eleonora De Nardis, giornalista e direttrice de Ju Buk Festival.
Il saggio di Aprile ripercorre oltre ottant’anni di storia analizzando la partecipazione politica femminile, a partire dalle 21 donne elette all’Assemblea Costituente, mettendo a confronto le conquiste ottenute dopo un lungo cammino di battaglie e rivendicazioni con la situazione contemporanea, che vede a volte messi in discussione proprio quei passi avanti fatti con tanta fatica nel corso dei secoli. O ancora, diritti veri solo sulla carta ma traditi nella pratica, dove disuguaglianze e disparità primeggiano ancora in tanti ambiti della società, dalla famiglia al lavoro.
Tutto questo quando in Italia si vive una stagione politica segnata dalla presenza, per la prima volta nella storia, di una donna al vertice di Palazzo Chigi.
«Nel libro cerco di raccontare la lunga e faticosissima cavalcata che ci ha portate nel 1946 ad avere il diritto al voto e, quindi, ad una cittadinanza quanto più possibile piena e paritaria – ha spiegato Marianna Aprile alla stampa -. Ma cerco di raccontare anche, di lì in poi, tutto quello che è stato fatto per dare corpo e sostanza ai principi che le 21 madri costituenti hanno contribuito a fissare nella Costituzione attraverso leggi come quella del 1950 sulle madri lavoratrici, o quella sul diritto all’aborto, al divorzio e tutte quelle che hanno contribuito a liberare le donne in questo Paese. Però, verso la fine c’è anche la nota amara di un astensionismo femminile più alto di quello maschile e quindi di una cura dei diritti che noi per prime trascuriamo. E quando trascuri i diritti è più facile che siano aggrediti».

In tutto questo, lo sguardo è sempre puntato sulle nuove generazioni affinché proseguano idealmente quel cammino incominciato 80 anni fa. Giovani che, però, sembrano sempre più i grandi assenti dalle agende politiche di tutti gli schieramenti.
«Io credo che i giovani siano molto più consapevoli di noi, lo abbiamo visto con il referendum costituzionale di marzo scorso – spiega Aprile -. Esprimono diversamente da noi la partecipazione. Bisognerebbe, quindi, chiedersi come intercettare quella voglia di partecipazione e cercare di invogliare i giovani a partecipare anche attraverso il voto, oltre che attraverso le mille altre forme come le piazze, le associazioni, il volontariato e la militanza che hanno dimostrato di frequentare molto più volentieri. È una sfida che secondo me, a destra e a sinistra, dovrebbero porti in maniera prioritaria. I giovani nelle agende politiche non ci entrano mai, e sono fette di società che vengono completamente trascurate sia dal punto di vista delle attenzioni che dal punto di vista legislativo».

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