22 Giugno 2026 - 17:40:35

di Martina Colabianchi

La delegata Wwf Italia per l’Abruzzo, Filomena Ricci, e il presidente del Wwf Abruzzo, Francesco Cerasoli, hanno inviato un appello alla senatrice Gabriella Di Girolamo e ai senatori Michele Fina, Guido Liris e Etelwardo Sigismondi per chiedergli di votare contro il DDL 1552, a prima firma del senatore Malan (FdI), in esame in questi giorni al Senato.

Il disegno di legge propone di riformare la legge “Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio” in una direzione che il Wwf ritiene «inaccettabile». La proposta, infatti, ribalterebbe la concezione stessa del prelievo venatorio: da attività che va rigidamente regolamentata per ridurre i suoi inevitabili impatti sugli ecosistemi naturali, a principale forma di “regolazione” della biodiversità.

Come riportato nella lettera, e come denunciato più volte nelle scorse settimane dal Wwf, il testo del Ddl e i suoi successivi emendamenti contengono novità particolarmente critiche rispetto alla normativa vigente. L’associazione ne cita alcune: incremento delle specie cacciabili e del numero di giornate di caccia; ampliamento delle zone di caccia, comprendendo anche il demanio forestale; eliminazione dei limiti al numero di richiami vivi utilizzabili; possibilità per le regioni di derogare ai pareri di ISPRA e Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale; cacciatori stranieri che potranno sparare in Italia senza un’adeguata formazione.

«A tutto ciò – si legge nella nota del Wwf – si aggiunge il fatto che alcuni degli ultimi emendamenti presentati dai senatori di maggioranza sono particolarmente preoccupanti: sembrerebbe infatti aprirsi la strada alla trasformazione delle aziende faunistico-venatorie, finora operanti senza scopo di lucro, in imprese di profitto, riconoscendo come imprenditore agricolo chi le gestisce, con possibilità di ottenere finanziamenti pubblici. Da patrimonio collettivo ed indisponibile dello Stato, la fauna diventa quindi l’ennesima risorsa naturale da sacrificare agli interessi di interessi lobbistici».

Nella lettera viene ricordato che contro il Ddl 1552 si sono espressi anche i presidenti di ben dieci società scientifiche nazionali (Fondazione per la Flora Italiana; Società Entomologica Italiana; Società Italiana di Etologia; Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente; Società Italiana di Nematologia; Società Italiana Biologia Marina; Società Italiana di Biogeografia; Centro Italiano Studi Ornitologici; Società Italiana di Antropologia ed Etnologia; Societas Herpetologica Italica), i quali contestano gli «effetti nefasti della riforma sulla biodiversità e anche la progressiva marginalizzazione dei saperi scientifici in ambito biologico-naturalistico dai processi decisionali che riguardano gli ecosistemi italiani».

Ad oggi, all’appello ha risposto la senatrice Di Girolamo, confermando la sua opposizione al provvedimento.

Il Wwf Abruzzo chiede «che tutti i rappresentanti parlamentari della “regione verde d’Europa” si adoperino per fermare l’attuale proposta di riforma della legge 157/1992, riportando la tutela della Natura al centro dell’agenda pubblica italiana».