22 Giugno 2026 - 10:34:43
di Tommaso Cotellessa
Un vero e proprio caso di furto di identità quello al centro del quale di è trovato un uomo, residente a Viareggio. Una richiesta di 20mila euro di credito di imposta a suo nome per condurre lavori mai commissionati e relativi a un immobile situato in provincia dell’Aquila, territorio con il quale non aveva alcun collegamento.
Questa la storia in poche righe. Un nuovo tentativo di truffa ai danni dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
La vicenda ha avuto inizio quando l’uomo è stato contattato dall’Agenzia delle Entrate in merito a una pratica fiscale che lo riguardava. Insospettito dall’anomalia e consapevole di non aver mai effettuato alcuna richiesta di agevolazione, il cittadino si è immediatamente rivolto alla Guardia di Finanza di Viareggio per denunciare quanto accaduto.
Le indagini, condotte dai finanzieri del Comando Provinciale di Lucca e coordinate dalla Procura della Repubblica competente, hanno permesso di ricostruire un quadro particolarmente singolare. Secondo quanto emerso, il credito d’imposta era stato richiesto per la sostituzione di un impianto di climatizzazione in un immobile ubicato in provincia dell’Aquila.
Ancora più sorprendente il ruolo dei soggetti coinvolti nella pratica: il fornitore dei lavori risultava essere un’impresa con sede a Napoli operante nel settore della moda, dunque estranea all’ambito dell’impiantistica e dell’edilizia, mentre il beneficiario finale del credito era indicato in un cittadino straniero residente nel capoluogo campano.
Dagli accertamenti è inoltre emerso che quest’ultimo era stato indicato come erede del cittadino viareggino utilizzato come intestatario della pratica. Un dettaglio che ha fatto immediatamente emergere l’inconsistenza della documentazione presentata, considerato che l’uomo è tuttora in vita.
Una volta accertata la possibile frode, la Guardia di Finanza ha provveduto a segnalare tempestivamente il caso all’Agenzia delle Entrate, che ha bloccato l’erogazione del credito d’imposta prima che le somme potessero essere incassate.
Le attività investigative proseguono ora per individuare i responsabili del tentativo di truffa e ricostruire l’intera rete di soggetti che avrebbe orchestrato il meccanismo fraudolento, finalizzato ad appropriarsi indebitamente di risorse pubbliche legate alle misure di incentivazione previste dal Pnrr.
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