22 Giugno 2026 - 18:18:37
di Redazione
Giovedì 2 luglio 2026 alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre inaugura il secondo progetto di Nanakorobi Yaoki “Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava“, manifestazione culturale inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila: Shu Takahashi. Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis.
Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente, a cura di Anna Imponente, già direttrice di Sezione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, nonché Soprintendente emerita ai Beni Culturali della sede aquilana, in collaborazione con Ari Takahashi, con l’ideazione, promozione e direzione artistica della Fondazione Giorgio de Marchis.
Il progetto si avvale del patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation 国際交流基金).
La mostra intende approfondire il dialogo culturale tra Italia e Giappone attraverso il rapporto umano e intellettuale che legò Shu Takahashi, artista tra i più rappresentativi del legame tra le avanguardie europee e la tradizione orientale, vissuto a lungo in Italia, a Giorgio de Marchis, già Soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e poi Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo. Esito di tale amicizia fu il dono di una serie di opere, conservate oggi nella Collezione della Fondazione, che costituiscono il nucleo principale dell’esposizione, accanto a prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, italiane e giapponesi. L’esposizione si presenta come l’esito di un percorso curatoriale legato alla valorizzazione del lavoro dell’artista.
La serata di inaugurazione si svolgerà alla presenza di Anna Imponente, Ari Takahashi, figlio di Shu Takahashi, e di Yusuke Okamura, allievo e assistente del maestro, e sarà arricchita dall’intervento di Giuseppe Di Natale – Docente di Storia dell’Arte Contemporanea Università degli Studi dell’Aquila – dal titolo Sui rapporti tra la calligrafia giapponese e gli artisti non figurativi del secondo dopoguerra: alcuni casi studio.
Come scrive Anna Imponente: «Strana l’eleganza, lo splendore, l’intensità ineguagliata della sua arte. Fatta di semplificazioni estreme, l’innocenza di sensazioni tattili, l’epifania di nuovi materiali, i colori di lacca. La levigatezza delle cose perfette negli incastri delle superfici centinate in legno cariche di fatica senza sforzo apparente e il paradosso di galleggiare aeree antigravitazionali. […] Con la permeabilità del suo spirito Takahashi trasforma in realtà il sogno sublime di attraversare i muri dello studio unendo in un continuo fluire Oriente e Occidente, contenere universi di modernità e tradizione. […] Nei quadri di Takahashi i bordi tracciano i grandiosi confini del mondo, estasi in solitudine dinanzi a cielo, terra, vento, fuoco, acqua nelle opere recenti sulle pareti di una pagoda buddista in Giappone. Contengono l’emozione dell’infinito come i “tagli “di Fontana, il nero è logica delle tenebre, velo del nulla, buio che può fagocitare».
Come scrive la direttrice della Fondazione, Diana Di Berardino: «Il progetto Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava intende valorizzare e approfondire il dialogo che il territorio aquilano e la Fondazione stessa intrattengono con il Giappone, un Paese lontano geograficamente, ma affine per storia e sensibilità. Due territori che condividono una memoria segnata da esperienze simili, che hanno conosciuto il dolore della distruzione attraverso i terremoti, ma che, nello stesso tempo, hanno superato attraverso l’arte, la cultura e la memoria. Puntualmente questi luoghi hanno avuto la forza di affrontare il destino e di tornare a vivere e a ricostruire. Ma non è solo il terremoto ad accomunare i due Paesi: L’Aquila ha dato i natali a Giorgio de Marchis, protagonista della vita culturale italiana, fine intellettuale, critico d’arte, dirigente del Ministero della Cultura e per quindici anni Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tōkyo. De Marchis e Takahashi condividevano una profonda amicizia, la grande passione per l’arte e un sincero amore per le due terre che hanno unito i loro vissuti».
Martedì 14 luglio 2026 alle ore 17.30 sarà dedicato ad un incontro di approfondimento tra Gianluigi Bellucci – Docente di Editoria d’Arte e Grafica d’Arte Accademia di Belle Arti dell’Aquila -, Donatella Cecchin – Restauratrice e conservatrice opere d’arte – e Valentina Equizi – Artista e Graphic designer – sul tema Dialogo sulla poetica di Shu Takahashi. Geometrie del profondo.
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