23 Giugno 2026 - 17:31:07

di Martina Colabianchi

La Cisl Fp Abruzzo Molise torna sul tema dei buoni pasto al personale sanitario, su cui sono state definite, in tre aziende sanitarie su quattro, specifiche conciliazioni in sede sindacale.

Tra queste non c’era la Asl dell’Aquila, sollecitata più volte dal sindacato anche attraverso specifiche note formali «rimaste prive di ogni riscontro», chiedendo l’attivazione del confronto e l’applicazione di quanto già riconosciuto nelle tre Asl abruzzesi e, più in generale, in linea con quanto stabilito dalla giurisprudenza consolidata su tutto il territorio nazionale.

Ma a distanza di tempo, anche la Asl 1 ha deciso di avviare un percorso di conciliazione. «Apprendiamo dalle dichiarazioni del direttore generale, dott. Paolo Costanzi, la conferma dell’avvio del percorso di conciliazione, in linea con quanto la Cisl Fp chiede da anni. Consideriamo questo un passaggio positivo, pur ribadendo che si tratta di una scelta tardiva rispetto a quanto già realizzato nelle altre Aziende sanitarie abruzzesi, grazie proprio all’iniziativa sindacale», si legge in una nota del sindacato.

Quello portato a termine dal sindacato nelle altre Asl, spiegano, «è un percorso che ha prodotto risultati concreti e uniformi: il pieno riconoscimento del diritto al buono pasto per il personale interessato, in linea con quanto già stabilito da numerosi orientamenti giurisprudenziali consolidati su tutto il territorio nazionale. Un risultato che conferma la correttezza dell’impostazione contrattuale e la necessità di una sua tempestiva applicazione attraverso il confronto sindacale».

Il riferimento normativo è l’art. 27 del Ccnl del Comparto Sanità prevede che, in assenza del servizio mensa, al personale spetti il buono pasto sostitutivo, da definire attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali. Non si tratta di una facoltà discrezionale, ma di un diritto contrattuale pienamente esigibile.

La mancata attivazione tempestiva del confronto da parte della Asl dell’Aquila ha determinato, per una parte del personale dell’ospedale di Sulmona, il ricorso alla via giudiziaria, con successiva definizione di conciliazioni che hanno interessato l’intera Asl per un importo complessivo significativo.

Ora, il sindacato chiede «che si proceda con una conciliazione generale, organica e paritaria, che garantisca il pieno riconoscimento del buono pasto a tutto il personale avente diritto, senza ulteriori ritardi o differenziazioni. La Cisl Fp – conclude la nota – continuerà a vigilare affinché il confronto sindacale resti lo strumento centrale di regolazione dei diritti contrattuali, evitando contenziosi inutili e garantendo il corretto utilizzo delle risorse pubbliche».