23 Giugno 2026 - 09:40:03
di Tommaso Cotellessa
A sei mesi dall’avvio dell’anno di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, il Consiglio comunale aquilano si è fermato per fare il punto sul percorso intrapreso, valutarne i risultati raggiunti e discutere eventuali correttivi da apportare nella seconda parte dell’anno.
La seduta straordinaria era stata richiesta dai gruppi di opposizione. Al centro del dibattito un unico punto all’ordine del giorno, presentato dal consigliere del Partito Democratico Stefano Albano e sottoscritto dalle altre forze di minoranza.
La proposta mirava a promuovere una più ampia alleanza istituzionale e politica attorno al progetto di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura, con l’obiettivo di allargare ulteriormente la partecipazione e favorire una ricaduta positiva e duratura sul territorio e sul tessuto associativo locale.
Tra le principali proposte contenute nel documento vi era la costituzione di una “Alleanza cittadina per la Capitale della Cultura”, da sviluppare nell’ambito dei lavori della Terza Commissione consiliare attraverso un confronto aperto con tutte le forze politiche e con i principali attori della città: associazioni culturali, istituzioni, categorie economiche, università e mondo della formazione.
Difendendo la proposta le opposizioni hanno dichiarato:
«L’Aquila Capitale della Cultura non può essere considerata soltanto come una successione di eventi, per quanto importanti. La vera sfida è costruire ciò che resterà dopo il 2026, rafforzando la vocazione culturale della città e trasformandola in un fattore stabile di crescita, occupazione e sviluppo».
Tuttavia l’iniziativa non ha convinto la maggioranza che siede fra gli scranni dell’assise. Al momento del voto il documento è stato respinto con 12 voti contrari e 10 favorevoli.
Nel corso della discussione, però, i gruppi che sostengono il sindaco Pierluigi Biondi hanno colto l’occasione per rivendicare i risultati ottenuti finora dal progetto di Capitale della Cultura, respingendo le accuse di scarsa partecipazione avanzate dall’opposizione.
Secondo i capigruppo di maggioranza, L’Aquila conserverà in eredità opere e iniziative di assoluto rilievo nazionale. Tra queste l’«Ecce Homo» di Antonello da Messina, recentemente entrato a far parte del patrimonio del Museo Nazionale d’Abruzzo, il gonfalone realizzato da Marinella Senatore e l’opera di Maurizio Cattelan, protagonista insieme a Marta Papini della mostra dedicata a Fabio Mauri.
A questi interventi si aggiunge il contributo delle Accademie di Belle Arti, impegnate nella realizzazione di progetti culturali di alto profilo, e il lavoro delle principali istituzioni e associazioni culturali cittadine, che stanno dando vita a cartelloni di qualità e fungono da punto di raccordo per le numerose realtà associative del territorio.
Sul tema della partecipazione, la maggioranza ha ricordato come decine di associazioni locali siano state coinvolte nei progetti promossi dalla Fondazione Cittadellarte e da Marinella Senatore attraverso percorsi di creazione artistica condivisa che hanno interessato l’intera comunità. Richiamata anche l’esperienza dei corsi per Ambasciatori della Cultura, che hanno coinvolto oltre 700 persone tra rappresentanti di associazioni, operatori economici e attività commerciali, chiamati a diventare parte attiva nella promozione e nel racconto della città.
«Parlare di mancanza di partecipazione – hanno sostenuto i gruppi di maggioranza – significa ignorare una realtà fatta di centinaia di soggetti coinvolti e di un lavoro diffuso che sta interessando l’intera comunità cittadina».
Nel corso del dibattito è stato inoltre ricordato il ruolo del Comitato dei Garanti, organismo nel quale siedono rappresentanti sia della maggioranza sia dell’opposizione e che, secondo quanto riferito dai gruppi di governo, non avrebbe mai ricevuto proposte formali da parte delle minoranze.
Da qui la critica alla richiesta di istituire un ulteriore tavolo di confronto, giudicato tardivo e dai contorni poco definiti. Una proposta che, secondo la maggioranza, rischierebbe di alimentare una narrazione sulla presunta assenza di partecipazione, smentita invece dalle attività svolte e dai risultati raggiunti fino ad oggi.
«L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 – hanno concluso i capigruppo di maggioranza – rappresenta un’occasione straordinaria per consegnare della città un’immagine forte, autorevole e riconoscibile ben oltre i confini locali. Per questo continuiamo a lavorare con determinazione affinché il progetto lasci un’eredità concreta e duratura per il territorio».
LAQTV Live