24 Giugno 2026 - 09:53:36

di Redazione

Prosegue la XXX edizione della Rassegna Organistica e di Musica Antica Musica e Architettura – I Luoghi del Tempo e della Musica” della Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”. Protagonista del terzo concerto è l’ensemble The Bowline, fondato nel 2025 da Teodoro Baù, uno dei massimi esperti italiani di viola da gamba, insieme all’arpista Margherita Burattini, a Giulio Petrella alla viella e al clavicembalista Paolo Del Toro.

L’appuntamento è per giovedì 25 giugno alle ore 21,15 presso l’Oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis (via San Marciano), capolavoro dell’architettura barocca nel centro storico della città. Il programma “Mil flores amarillas” (mille fiori gialli), fa riferimento all’arte della fioritura, ovvero dell’abbellimento tipico della prassi esecutiva antica, compreso in quello che viene definito il mondo della Diminuzione.

Numerosi compositori nel corso della storia hanno lasciato testimonianze preziose di quest’arte, ma fra tutti spicca Diego Ortiz, originario di Toledo (1510-1570) che dedicò interamente a questo tema il celebre Tratado de Glosas (Roma, 1553). Insieme all’esecuzione dei “Recercados” presenti nel trattato vi sono anche riduzioni strumentali di brani originalmente scritti per voce come “Alma Redemptoris Mater a sei voci”. In programma anche musiche di Antonio de Cabezón, Diego Pisador e Juan Bautista Cabanilles, tutti autori rappresentativi del rinascimento spagnolo, coevi alla realizzazione della Visitazione di Raffaello Sanzio, commissionata dai Branconio per la Chiesa di San Silvestro, custodita a Madrid dai tempi di Filippo IV e in arrivo a L’Aquila proprio in questi giorni.  

Il concerto, inserito anche all’interno del programma dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura, sostenuto e promosso dal Comune dell’Aquila, è l’occasione per scoprire pagine del repertorio spagnolo del XVI secolo di grande valore e interesse, con uno stile che si rinnova in ogni esecuzione: “Ortiz stesso – come presenta Teodoro Baù – ha lasciato indicazioni teoriche e pratiche sull’arte della diminuzione, risulta del tutto legittimo che un interprete contemporaneo raccolga questa eredità e si confronti direttamente con tale pratica. La diminuzione rompe così una sorta di quarta parete tra passato e presente: non un semplice esercizio di ricostruzione storica, ma una tradizione viva, capace ancora oggi di apparire sorprendentemente attuale, libera e stimolante”

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.