25 Giugno 2026 - 12:15:35

di Vanni Biordi

Il Comune dell’Aquila ha posato la prima pietra della nuova pista ciclopedonale che collegherà l’area della Scuola della Guardia di Finanza al parco archeologico di Amiternum.

Il percorso ciclopedonale partirà dal parcheggio della Guardia di Finanza, procederà parallelamente a via Cagnano, verso il Cermone sul lato nord nel Parco Urbano Territoriale e tornerà indietro sul lato sud verso il punto iniziale. Il tracciato ad anello misura circa quattro chilometri e mezzo, e l’amministrazione comunale ha investito 500 mila euro di fondi propri.

L’assessore Paola Giuliani ha da tempo inquadrato questo intervento in un obiettivo programmatico più ampio, denominato Biciplan, che contempla una rete integrata di sistemi ciclabili destinata a ridisegnare la mobilità della città, rendendola più sicura per ciclisti e pedoni e capace di attrarre il cicloturismo.

Il progetto della ciclopedonale non è dunque un episodio isolato. Il Comune ha avviato anche la progettazione della Ciclovia dei Sabini, un intervento da circa due milioni di euro che prevede undici chilometri di percorsi secondari per collegare le frazioni di Coppito, Sassa, Preturo e San Vittorino, già contemplati nel Biciplan. E su questo ha lavorato duro il Presidente della Commissione “Bilancio” del Comune dell’Aquila, Livio Vittorini. Sul fronte del collegamento con il sito romano, il quadro si arricchisce di un secondo finanziamento.

Il Comune dell’Aquila ha vinto il bando nazionale “Bici in comune”, classificandosi al diciannovesimo posto tra 471 comuni e ottenendo 103 mila euro per realizzare un percorso cicloturistico fino al Parco Archeologico di Amiternum, in collaborazione con il Museo Nazionale d’Abruzzo.

Il tracciato sarà dotato di pannelli informativi con segnaletica turistica e di due box per il ricovero delle bici con prese di ricarica per e-bike, utilizzabili tramite app dedicata. La cosa più interessante che riguarda la mobilità dolce aquilana è la dimensione temporale del beneficio. U

na città che nel 2009 ha perso fisicamente la propria struttura urbana e che dal 2026 porta il titolo di Capitale Italiana della Cultura si trova in una condizione davvero rara: costruire infrastrutture in una fase in cui i flussi di frequentazione sono ancora in definizione. Significa che la rete ciclabile non dovrà adattarsi a movimenti consolidati, ma potrà orientarli, trasformando l’abitudine dei cittadini prima che si formi la dipendenza dall’automobile nella città ricostruita. È la ragione più solida per investire ora.