27 Giugno 2026 - 09:57:04

di Martina Colabianchi

Esattamente un anno fa la Commissione Territorio della Regione Abruzzo approvava all’unanimità la risoluzione di Pierpaolo Pietrucci contro la centrale ed il metanodotto Snam.

Nel documento, tra le altre cose, si impegnavano i vertici dell’Esecutivo regionale a «sostenere in tutte le sedi istituzionali, la posizione di assoluta contrarietà della Regione Abruzzo al progetto ‘Linea Adriatica’».

La Regione avrebbe dovuto attivarsi anche presso il Governo nazionale per richiedere una nuova VIA e maggiori studi legati al rischio sismico e alle distanze di sicurezza.

Tuttavia, a distanza di 12 mesi, nessun impegno è stato mantenuto e nessun’iniziativa è stata messa in campo dalla Regione Abruzzo per tutelare i tanti Comuni, in particolare delle aree interne, interessati. È su questo che si battono, da anni, anche i comitati di Sulmona a difesa dell’ambiente che giudicano l’opera non solo invasiva, ma anche inutile e anacronistica, alla luce della necessità, sempre più urgente, di abbandonare le fonti fossili per contrastare i cambiamenti climatici.

Le criticità sollevate riguardano anche il contesto territoriale: oltre 100 chilometri dell’infrastruttura attraverserebbero le aree interne dell’Abruzzo, già segnate da fragilità economiche, spopolamento e carenze infrastrutturali. A questo si aggiunge il tema del rischio sismico, particolarmente rilevante in una zona classificata ad alta pericolosità, come evidenziato da studi scientifici.

Sul tema sono intervenuti nuovamente Emanuele Amadio, del Comitato No Snam L’Aquila, e il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci.

«La nostra battaglia continua su tutti i fronti – annunciano -. Presto torneremo in Commissione vigilanza per richiedere la piena attuazione della risoluzione e verificare come la Regione Abruzzo voglia muoversi al riguardo, proseguendo inoltre un percorso di dialogo e confronto con tutte le amministrazioni e gli enti coinvolti affinché possano prendere atto delle tante criticità dell’opera e della mancanza di sicurezza e di trasparenza da parte di Snam».

«Siamo sempre e ancor di più convinti di quanto questo progetto sia ormai retrogrado ed obsoleto. Il futuro dei nostri territori non può più passare per le fonti fossili ed è urgente invertire la rotta verso un modello energetico sostenibile», concludono.