28 Giugno 2026 - 18:16:55

di Angelo Liberatore

L’assise civica dell’Aquila deve essere coinvolta nel progetto che riguarda il passaggio di circa 1600 alloggi del Progetto C.A.S.E. in un fondo immobiliare gestito da Invimit, società controllata dal Ministero dell’Economia.

A chiederlo sono i consiglieri comunali di minoranza Enrico Verini e Gianni Padovani.

I due evidenziano come un atto di programmazione (e l’accordo Comune-Invimit lo è) debba passare in via obbligata in consiglio, come dettato dal Testo unico enti locali.

Sul punto è stata depositata anche una interrogazione rivolta al sindaco Pierluigi Biondi.

Secondo l’intesa Comune-Invimit (la prima lettera d’intenti è del maggio dello scorso anno) l’obiettivo è quello di valorizzare il compendio immobiliare costruito a L’Aquila nel post sisma.

I principali assi strategici dell’accordo sarebbero creare residenzialità a canone calmierato e alloggi da destinare a studenti universitari.

Il timore espresso da Verini e Padovani, però, si fonda su quelli che sono gli obiettivi che di solito persegue un fondo immobiliare.

Ossia, creare un profitto attraverso la gestione di immobili per poi redistribuire agli investitori la cassa che si è andata a generare.

I due consiglieri di minoranza, insomma, chiedono chiarezza affinché si eviti un vero e proprio cortocircuito: trasformare in un prodotto speculativo un patrimonio (il Progetto C.A.S.E.) che al tempo fu realizzato con fondi pubblici derivanti dalla tassazione dei cittadini italiani.