29 Giugno 2026 - 09:33:02

di Tommaso Cotellessa

Nonostante le denunce pubbliche nulla è cambiato all’interno del reparto di Urologia dell’ospedale di Sulmona, all’interno del quale viene registrata una cronica carenza di operatori socio-sanitari, un fenomeno che sta mettendo a repentaglio la qualità dell’assistenza ai pazienti e la dignità professionale del personale infermieristico.

Torna perciò alla carica Antonio Santilli, segretario provinciale del sindacato delle professioni infermieristiche Nursind.

«La totale assenza di operatori socio sanitari in un reparto delicato come quello di Urologia sta producendo effetti gravissimi» scrive il sindacalista spiegando che all’interno della struttura sanitaria la mancanza di Oss rischia di far precipitare al di sotto del livello minimo il sostegno a cui i cittadini hanno diritto.

Il rischio a cui vengono esposti i pazienti, tuttavia, non è il solo fenomeno innescato dalla carenza di personale. A pagare le conseguenze di questa criticità, spiega Santilli, sono anche gli infermieri che si trovano costretti a farsi carico, al posto degli operatori socio-sanitari, della cura, dell’igiene e delle altre esigenze assistenziali dei pazienti e, conseguentemente, distolti costantemente dalle loro specifiche mansioni professionali, con aumento esponenziale delle responsabilità derivanti dalla loro continua distrazione dalle delicatissime funzioni di loro competenza, ma anche quale effetto dello stress psico/fisico che ne deriva.                                                                                                                

La voce del Nursind L’Aquila è tornata a levarsi per la terza volta, dopo che la nota ufficiale dello scorso 14 marzo e il sollecito del 17 giugno non hanno raccolto alcun cenno di interesse da parte dei vertici della Asl 1. Per Santilli si tratta dell’ «Ennesima presa d’atto dell’attenzione riservata dai Vertici della ASL aquilana ai Presidi delle aree interne». «Ma non si illudano, non rimarremo in silenzio – assicura Santilli – Il NurSind non è più disposto a tollerare questo immobilismo che scarica sui lavoratori e sui malati le inefficienze e le “disattenzioni” imputabili a chi, ben lautamente remunerato, dovrebbe averne cura».

La denuncia del sindacato si arricchisce poi di un elemento entrato ormai all’interno del dibattito nazionale e che sembra destinato a far discutere anche a livello locale. Si tratta del tema delle Case di Comunità, definite dal segretario sindacale come un «Paradosso», strutture «riempite figure professionali a sostegno di una gestione della pianta organica schizofrenica e priva di ogni logica assistenziale» mentre il reparto di Urologia di Sulmona viene svuotato di figure essenziali per l’assistenza di base.